Minzolini (FI): "Un paradosso le dimissioni di Brunetta. Dovrebbero lasciare altri"

04 febbraio 2015 ore 14:34, Andrea De Angelis
Forza Italia si spacca e c'è chi ammonisce tutti dal pensare che sia solo una questione di nomi. Questo in estrema sintesi il pensiero di Augusto Minzolini, sentito da IntelligoNews pochi istanti dopo l'indiscrezione sulle dimissioni messe sul tavolo da Renato Brunetta, presidente dei deputati del partito...  
Minzolini (FI): 'Un paradosso le dimissioni di Brunetta. Dovrebbero lasciare altri'
  Le dimissioni messe sul tavolo da Brunetta la sorprendono o è un passaggio quasi obbligato per Forza Italia visto quanto accaduto nell'ultima settimana? «Secondo me rispetto alla linea politica condotta da Forza Italia quello che probabilmente ha commesso un errore è stato Brunetta. Trovo che siano un paradosso». C'è il rischio di confondere ancora di più il vostro elettorato? «Mi sembra infatti una situazione estremamente confusa, sarebbe il caso che ci fosse un dibattito davvero approfondito sui motivi che sono dietro all'insuccesso di queste settimane e poi, probabilmente, prendere delle decisioni». Mi sembra di intuire che non comprende la mossa di Brunetta... «Questo tipo di atteggiamento francamente non lo capisco. Brunetta ha sempre detto che sul patto (del Nazareno, ndr) non si può cedere su tutto. Vedere che alla fine di questa vicenda ci siano le dimissioni di chi ha avvertito i limiti di una certa strategia politica è francamente paradossale». Dovrebbero dimettersi altri personaggi? «Secondo me sì». La democratica Bonafè intanto ha lasciato intendere che il sostegno di Forza Italia per le riforme non è indispensabile visto che alla fine a decidere saranno gli italiani. Anche Renzi in un tweet ha sottolineato come i cittadini diranno l'ultima parola con il referendum. Come commenta? «Non lo dica a me perché io ho votato contro la riforma costituzionale trovandola assolutamente fatta male. Capisco l'obiettivo di diversificare il ruolo delle due Camere, ma come è stata fatta è una cosa che non sta né in cielo né in terra». Cosa non le piace? «C'è un problema di fondo che secondo me rimane, cioè che il non fare un Senato eletto direttamente dai cittadini per poi farlo diventare soltanto una sorta di Camera delegata dei consiglieri regionali che serve solo a creare una sorta di sindacato delle Regioni che, alla fine, potrebbe creare un elemento conflittuale tra le stesse e lo Stato». La Biancofiore, sua collega di partito, ha detto che ci sono alcuni che conducono Berlusconi sempre allo stesso errore. Di che errore si tratta? «Non so dire quale errore, a me non piace neanche questo personalismo ed è per questo che non amo né parlare di Brunetta né di altri. Dico soltanto che il partito dovrebbe prima riflettere sulle ragioni di quello che è stato un esito non certamente positivo, non tanto per la scelta del Presidente della Repubblica, ma soprattutto per quello che era stato concesso prima. Quello è il dato centrale: il discutere questo o quello è un argomento che andrà sicuramente affrontato, ma successivamente. Altrimenti si rischia di cambiare altri uomini e di perseverare nell'errore».
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