Allarme in fattoria: 2mln di animali scomparsi, il Made in Italy è a rischio

04 febbraio 2016 ore 7:57, Micaela Del Monte
E' allarme nelle fattorie italiane, la Coldiretti ha infatti mostrato la sua preoccupazione per la scomparsa di oltre 2 milioni di animali tra mucche, maiali e pecore con il pericolo di scomparsa per le razze storiche e lo spopolamento delle aree interne e montane, ma a rischio c’è anche il primato dell’enogastronomia Made in Italy con la dipendenza dall’estero che per carne, salumi, latte formaggi che è vicina al 40%.

Secondo l'analisi dell'organizzazione nel 2015 "hanno chiuso circa mille stalle da latte, oltre il 60 per cento delle quali si trovava in montagna, con effetti irreversibili sull'occupazione, sull'economia, sull'ambiente con il venir meno di una attività di presidio indispensabile contro il degrado". 

L'analisi Coldiretti riguarda gli ultimi dieci anni ed è stata presentata in occasione di Fieragricola di Verona dove sono presenti 600 animali delle più diverse razze sopravvissute.

Allarme in fattoria: 2mln di animali scomparsi, il Made in Italy è a rischio
"Le norme europee e le distorsioni di mercato dalla stalla allo scaffale stanno provocando la scomparsa dell'allevamento italiano che alimenta un comparto economico che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35 per cento dell'intero agroalimentare nazionale, con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale con circa 800mila persone al lavoro"
è il quadro delineato nel dossier "L'Italia in fattoria" presentato dalla Coldiretti che mette sotto i riflettori "la normativa comunitaria che consente di spacciare come Made in Italy prodotti importati dall'estero". In questo quadro, "minacciate di estinzione - ha sottolineato la Coldiretti - sono ben 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale della precedente programmazione". La mancanza di trasparenza in etichetta sulla reale origine colpisce formaggi e salumi, ma anche il latte a lunga conservazione o al carne di coniglio.

"Il risultato è che gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle", ha denunciato in un comunicato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

"La battaglia di Coldiretti per la trasparenza in Europa - ha affermato Moncalvo - continua anche sul versante del prezzo del latte, per garantire la giusta remunerazione degli allevatori italiani ai quali il latte viene pagato ben al disotto dei costi di produzione. Nel 2015 secondo lo studio della Coldiretti hanno chiuso circa mille stalle da latte, oltre il 60 per cento delle quali si trovava in montagna, con effetti irreversibili sull'occupazione, sull'economia, sull'ambiente con il venir meno di una attività di presidio indispensabile contro il degrado".

In gioco - ha rivelato la Coldiretti - c'è il futuro della fattoria Italia dove sono ancora allevati 49 milioni di galline per le uova, 8,7 milioni di maiali, 7,2 milioni di pecore, 6,5 milioni di conigli, 6,1 milioni di bovini, quasi un milione di capre, 370mila bufale, 400mila cavalli e 50mila asini. Un esercito di animali al quale è stato recentemente affidata anche una funzione educativa con la pet-therapy che è entrata prepotentemente tra le nuove attività previste dalla legge sull'agricoltura sociale fortemente sostenuta dalla Coldiretti e approvata dal Parlamento nell'agosto 2015. Fra le pratiche di agricoltura sociale vi sono infatti i servizi di cura e assistenza terapeutica come l'ippoterapia o l'onoterapia senza dimenticare la funzione formativa e conoscitiva soprattutto nei confronti delle nuove generazioni svolta dalle fattorie didattiche con l'apicoltura e gli allevamenti.
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