Nuovo paniere 2016: basta dormire! Via le cuccette indossare leggings e uscire

04 febbraio 2016 ore 10:18, Luca Lippi
Cos’è il paniere e a cosa serve? È uno strumento statistico utilizzato dall’Istat per misurare l’indice dei prezzi al consumo, questo indice misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere che si ipotizza essere in grado di rappresentare degli effettivi consumi delle famiglie in un determinato anno. L'Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:
- il NIC, che misura l'inflazione per tutta la collettività nazionale, immaginando l'Italia come un'unica grande famiglia di consumatori
- il FOI, che analizza i consumi dell'insieme delle famiglie di operai e impiegati
- l'IPCA , l'indice armonizzato europeo, per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea
NIC e FOI si basano sullo stesso paniere, ma la popolazione di riferimento è diversa: per il NIC è quella presente sul territorio nazionale; per il FOI è l'insieme delle famiglie residenti  con a capo un operaio o un impiegato.
L'IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici perché il paniere esclude le lotterie, il lotto e i concorsi pronostici.
Inoltre, mentre il NIC e il FOI considerano sempre il prezzo pieno di vendita, l’IPCA fa riferimento al prezzo effettivamente pagato dal consumatore e tiene conto, ad esempio di ticket o saldi e promozioni.

Nuovo paniere 2016: basta dormire! Via le cuccette indossare leggings e uscire
Ogni anno il paniere subisce delle modifiche ed è quello che accade anche quest’anno, lo scopo è quello di seguire le novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e arricchisce, in alcuni casi, la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati. Nel 2016 il paniere utilizzato per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (NIC) e per le famiglie di operai e impiegati (FOI) si compone di 1.476 prodotti elementari (1.441 nel 2015), raggruppati in 901 prodotti, a loro volta raccolti in 400 aggregati. Entrano quest’anno nel paniere le Bevande vegetali, il Pantalone corto uomo, i Leggings bambina, la Lampadina LED, i Panni cattura polvere, i Servizi integrati di telecomunicazione (TV, Internet e voce), l'Alloggio universitario, il Tatuaggio. La rilevazione dei prezzi delle Automobili usate va a integrare quella dei prezzi delle Automobili nuove mentre il Trapano elettrico arricchisce la gamma di prodotti nel segmento di consumo Utensili e attrezzature a motore per la casa e il giardino. Esce dal paniere il prodotto Cuccette e vagoni letto.
Dal sito dell’Istat si legge che anche quest’anno sono 80 i comuni capoluogo di provincia che contribuiscono alla stima dell'inflazione con riferimento al paniere completo; in termini di popolazione provinciale la copertura dell'indagine è pari all'83,5%. Nei comuni sono più di 42.300 le unità di rilevazione (tra punti vendita, imprese e istituzioni) e quasi 8mila le abitazioni presso le quali sono rilevati i prezzi e i canoni d'affitto. Sono 1.187 i distributori di carburanti per i quali i prezzi sono rilevati attraverso la base dati del Ministero dello Sviluppo Economico.
Nel 2016 l'aggiornamento della struttura di ponderazione ha comportato, diversamente dagli ultimi anni, un aumento, anche se lieve, del peso dei beni nel paniere NIC, (da 53,55% a 53,72%), con una contestuale riduzione di quello dei servizi (da 46,45% a 46,28%). Ciò è principalmente imputabile all'aumento del peso dei Beni durevoli e degli Alimentari non lavorati e alla diminuzione del peso dei Servizi relativi ai trasporti. A partire dai dati definitivi di gennaio 2016, IPCA, NIC e FOI saranno espressi con la stessa base di riferimento 2015=100. Escono le cuccette ferroviarie e i vagoni letto, insieme alle spese per gli aerei low cost; tra le new entries, invece, i tatuaggi, i leggings e i servizi integrati Tv-Internet-voce. Queste alcune tra le modifiche apportate allo strumento che, di anno in anno, mentre monitora l’inflazione dipinge le abitudini di consumo degli italiani.
L’inflazione, spiega l’Istat, è in “lieve rialzo” a gennaio 2016 allo 0,3% in accelerazione dallo 0,1% di dicembre. L’istituto di statistica rileva che l’indice nazionale dei prezzi al consumo diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,3% nei confronti di gennaio 2015, nei dati preliminari. L’aumento su base annua è imputabile al ridimensionamento della flessione dei beni energetici e ai rincari dei trasporti. Al netto di alimentari non lavorati ed energia, l’inflazione di fondo sale allo 0,8% (dallo 0,6% di dicembre).
In conclusione, appare evidente lo scopo di modificare i prodotti inclusi nel paniere, è un sistema molto criticato di parametrare la rilevazione “alla bisogna” per “sostenere” le politiche economiche dei governi che si succedono. Fatto poco grave poiché alla fine di ogni fiera quello che conta sono esclusivamente i numeri e il saldo al netto, il messaggio alla fine potrebbe essere quello che dobbiamo smettere di dormire perché è ora di vestirsi comodi e pedalare. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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