Scicli, minaccia di morte la moglie che si ribella: così lo ha fatto arrestare

04 febbraio 2016 ore 11:06, Americo Mascarucci
Una storia per una volta a lieto fine. 
Un marito violento, una moglie costretta per anni a subire i maltrattamenti che però ad un certo punto si ribella, trova la forza e il coraggio di denunciare l’uomo che finisce in galera. 
E’ successo in Sicilia, a Scicli comune in provincia di Ragusa. La donna, 38 anni e madre di tre figli rispettivamente di 11, 6 anni e 17 mesi, stanca si subire i maltrattamenti del marito, più volte aveva minacciato di andarsene, ma l’uomo l’aveva sempre diffidata dal farlo con la seguente minaccia: "tu morirai, io andrò in galera". La donna aveva sposato l’uomo nel 2002 e alla fine stanca di subire la violenza del marito e le sue reiterate minacce di morte si è rivolta alla Polizia che ha arrestato l’uomo, un panettiere di 40 anni, bloccato nella sua abitazione dagli agenti della squadra mobile in possesso di una pistola calibro 9 alterata, con la matricola cancellata e di un coltello a scatto. L'uomo, ora in carcere, deve rispondere di detenzione di arma clandestina ed alterata e possesso di oggetti atti ad offendere. La donna e i figli sono stati accompagnati in un lungo sicuro.

Scicli, minaccia di morte la moglie che si ribella: così lo ha fatto arrestare
La storia di questa donna, moglie e madre coraggiosa, dovrebbe essere da esempio per tante donne nella stessa situazione che per paura o per vergogna rinunciano a denunciare i mariti violenti accettando i loro ripetuti soprusi fino a mettere in pericolo la loro stessa vita. Perché un uomo violento può arrivare a tutto, anche ad uccidere. 
Quindi mai restare in silenzio, mai subire passivamente le violenze domestiche, è sempre opportuno denunciare e salvare oltre alla propria vita anche quella dei figli. 
In questo caso la Polizia ha potuto arrestare l'uomo anche perché trovato in possesso di armi pericolose, che confermavano le preoccupazioni della donna circa la possibilità che il marito potesse usarle contro di lei come più volte minacciato. Ma non sempre purtroppo le denunce di violenza da parte delle mogli sono state prese in considerazione fino in fondo. 
Quante volte è capitato di ascoltare notizie di mogli uccise dai propri mariti nonostante avessero denunciato tutto alle forze dell'ordine? Gli inquirenti però in certi casi avevano sottovalutato le segnalazioni, avevano lasciato correre, si erano fidati delle rassicurazioni del marito a non farlo più; oppure altro caso frequente, il marito era stato arrestato e subito rilasciato. 
Insomma denunciare in primo luogo e intervenire prontamente in secondo. In questo modo è davvero possibile prevenire e scongiurare il rischio prima che sia troppo tardi.
Forse se la moglie di Scicli non avesse trovato il coraggio di denunciare il marito dando alla Polizia la possibilità di arrestarlo, staremmo scrivendo l'ennesimo omicidio consumato fra le mura domestiche. 
   

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