Manipolazione embrioni, Laura Gotti Tedeschi da Londra: "E' eticamente sbagliato oltre che rischioso"

04 febbraio 2016 ore 11:48, Marta Moriconi
Dopo la Cina, Londra. Nel campo della genetica il Regno Unito è sempre stato un passo avanti, e adesso che l’Autorità per la fertilità e l'embriologia (Hfea) ha autorizzato gli scienziati a compiere i test per comprendere lo sviluppo embrionale nelle sue fasi più iniziali, ci domanda se tutto questo non rischi di trasformarsi in eugenetica. Abbiamo intercettato a Londra Laura Gotti Tedeschi, esperta di questioni etiche derivanti dalle nuove tecnologie riproduttive e collaboratrice dell'Osservatorio di bioetica CORE (Comments on Reproductive Ethics), guidato da Josephine Quintavalle.

Per Londra gli embrioni umani modificati geneticamente miglioreranno la fertilità. E' vero?
"Innanzitutto spieghiamo cosa è accaduto. Degli scienziati del  Francis Crick Institute di Londra ha nno ricevuto il via libera dal  Human Fertilisation and Embryology Authority  (l'organo che in Inghilterra regola tutte le questioni che riguardano la fertilità e la ricerca sugli embrioni) per fare esperimenti su embrioni umani . Questi esperimenti si avvalgono di un sistema di modifica del genoma umano, chiamato CRISPR-Cas9, che è stato scoperto piuttosto recentemente (il suo studio è stato pubblicato per la prima volta dalla rivista Science nel 2012). Lo scopo di queste sperimentazioni, attraverso la modifica di certi geni presenti nell'embrione all'inizio del suo sviluppo, dicono sia quello  di capire quali sono le cause che provocano gli aborti spontanei in molte donne  e quindi sviluppare una cura per
Manipolazione embrioni, Laura Gotti Tedeschi da Londra: 'E' eticamente sbagliato oltre che rischioso'
questo problema. Quindi questa modifica genetica degli embrioni non costituisce di per sé una "cura dell'infertilità"". 

 La questione etica dove si inserisce?
“Si inserisce nel fatto che nessuno si preoccupa della fine che fanno questi embrioni: essi dopo la sperimentazione vengono distrutti. E se riconosciamo che un embrione è un essere umano all'inizio del suo sviluppo è chiaro che è immorale sacrificare un essere umano per, eventualmente, trovare una cura per un altro. Daremmo mai nostro figlio alla scienza per farci esperimenti al fine di curare altri bambini? E' un controsenso. Un conto è la sperimentazione scientifica su un embrione per curare quello stesso embrione, questa va sostenuta e incentivata, un conto è la sperimentazione sugli embrioni utilizzati come materiale da laboratorio”.  

Cosa rappresenta questa svolta? Quali pericoli in futuro?
“La possibilità di intervenire nella vita umana all'inizio del suo sviluppo è di per sé un enorme passo della scienza. Ma come tutte le scoperte scientifiche bisogna vederne quale è il fine. La scienza è uno strumento e in quanto tale è neutro, ciò che lo rende buono o cattivo è l'uso che se ne fa. Questa tecnica di modifica del genoma è un mezzo molto potente da cui deriva una enorme responsabilità. La domanda è se siamo pronti ad avere in mano un tale potere. Utilizzarlo al fine di modificare a piacimento l'embrione è eticamente sbagliato oltre che rischioso, perché le conseguenze delle modifiche non sono completamente prevedibili dalla scienza, l'uomo è un "animale" complesso...”

E' eugenetica? 
“La tecnica utilizzata al fine di curare l'embrione su cui si sperimenta non è di per sé eugenetica, lo diventa se cambia il fine, cioè se anziché curare l'embrione lo si modifica al fine di "migliorarlo". 
   


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