Medicina in romeno a Enna, via libera ai corsi. Giannini: "Ateneo non riconosciuto"

04 febbraio 2016 ore 13:50, Americo Mascarucci
I corsi di medicina presso l’Università romena Dunarea de Jos di Galati di Enna che accolgono 54 iscritti potranno continuare. 
Lo ha stabilito il Giudice di Caltanissetta respingendo un ricorso presentato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. I corsi di medicina e professioni sanitarie si svolgono grazie ad un accordo fra l’Università romena e la Fondazione Proserpina ma senza l’autorizzazione del Ministero. Pertanto le lauree rilasciate dall’Università romena non saranno riconosciute. 
Il Ministero ha sempre contestato la legittimità dell’Ateneo a svolgere i corsi in quanto privi della necessaria autorizzazione anche in virtù del mancato rispetto delle selezioni per il numero chiuso previsto per gli atenei italiani. Da qui quindi l’invio di lettere di diffida agli iscritti ai corsi e alle loro famiglie con la specificazione del mancato riconoscimento delle lauree rilasciate dall’Università. 
Il Giudice ha respinto il ricorso del Miur stabilendo che "i corsi in questione, attivati da un ateneo romeno (in quanto tale non inserito all'interno del sistema italiano), non hanno alcuna refluenza sul meccanismo italiano delle quote". I corsi possono dunque continuare anche se poi all’atto pratico le lauree saranno prive di valore. 
E’ ciò che specifica per altro il Ministro Stefania Giannini: "Si è in presenza soltanto di un provvedimento cautelare che non entra nel merito della questione. Resta il fatto che l'università non è accreditata dal Miur. Resta ferma la nostra posizione a tutela della qualità della formazione dei nostri studenti: non c'è qualità senza accreditamento dei corsi di studio e nessun accreditamento è stato riconosciuto all'Università romena Dunarea de Jos Galati da parte del ministero dell'Università italiana". 
Medicina in romeno a Enna, via libera ai corsi. Giannini: 'Ateneo non riconosciuto'
Dello stesso avviso il direttore del Cimea, Centro sul riconoscimento dei titoli italiano, Luca Lantero: "Titoli rilasciati da un'istituzione estera che opera in Italia valgono - in base al decreto 214/04, che applica la legge di ratifica della convenzione di Lisbona sul riconoscimento dei titoli di studio - solo se l'istituzione è accreditata presso il Miur. Procedura che richiede un doppio controllo di qualità in patria e in Italia". 

Il Miur aveva chiesto al giudice civile di Enna un provvedimento cautelare d'urgenza "ex articolo 700", contro il Fondo Proserpina Srl, l'Università Kore di Enna, l'Asp di Enna, l'università romena, gli assessorati regionali alla Salute e all'Istruzione. Nel ricorso il Ministero sostiene che l'attivazione dei corsi di laurea in convenzione con l'Università rumena costituirebbe un illegittimo aggiramento del divieto reso in precedenza dallo stesso Ministero all'attivazione di corsi di laurea e post laurea nel settore medico, ma il giudice ha rigettato il ricorso "perché non sussistono i requisiti dell'urgenza e del grave danno". 
Scrive il Giudice: "Nel caso in cui il Miur ritenesse che tali titoli non trovino automatico riconoscimento nel nostro Paese, ben potrebbe adottare, nell'ambito delle proprie attribuzioni, un formale provvedimento di diniego di tale efficacia, non risultando necessaria una preventiva pronuncia da parte dell'autorità giudiziaria. Qualora, al contrario, il Ministero ritenesse che tali titoli godano del riconoscimento automatico in Italia, mal si comprenderebbe su quale base giustificare la chiesta interruzione dei corsi".
Insomma il braccio di ferro continua

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