Ddl Cirinnà, Ceccanti spiega perché il ricorso dei 40 senatori non è previsto dalla legge

04 febbraio 2016 ore 14:58, Andrea De Angelis
Un tentativo di bloccare in extremis il ddl sulle Unioni civili, in discussione al Senato, con un ricorso alla Consulta. L'iniziativa è partita da alcuni senatori Idea - fra cui Gaetano Quagliariello, Andrea Augello, Luigi Compagna, Mario Esposito e Carlo Giovanardi - e da Mario Mauro (Popolari per l'italia), autori di un ricorso per "conflitto di attribuzione" presentato alla Corte Costituzionale e firmato in tutto da una quarantina di senatori.
A loro avviso l'iter del ddl Cirinnà ha violato l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni disegno di legge deve essere esaminato prima in commissione e poi in aula. Secondo i ricorrenti non c'è stata alcuna discussione in commissione Giustizia del provvedimento, e quindi a loro è stato impedito di svolgere il ruolo di senatori, violando "le essenziali funzioni e prerogative proprie di ciascun parlamentare".
IntelligoNews ha chiesto un parere al costituzionalista Stefano Ceccanti, il quale pochi minuti prima della nostra telefonata sul proprio profilo Twitter aveva criticato negativamente questa iniziativa. Cerchiamo di capirne di più...

 

Professore, lei ha scritto che questo tipo di conflitto non può essere proposto da un gruppo di parlamentari. Dunque perché è stato posto in essere?
"Il conflitto deve insorgere tra organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono, come previsto dalla legge numero 87/1953. Lo può chiedere cioè l'organo che esprime la volontà definitiva del potere a cui appartiene, dunque l'Aula del Senato, ma non un gruppo di parlamentari! Non esprimono cioè alcun volere definitivo di nessun potere". 

Magari questo è possibile altrove, ma non in Italia.
"Esatto, ad esempio è possibile in Germania, lì qualunque parlamentare può farlo. In Italia non è previsto, questo è pacifico nel senso che non stiamo parlando di una cosa discussa...".

Ddl Cirinnà, Ceccanti spiega perché il ricorso dei 40 senatori non è previsto dalla legge
Possibile che questi senatori non fossero a conoscenza di ciò che ha appena detto? La loro è una mossa, diciamo così, politica?
"Già prima consideravo sbagliato giudizializzare questa battaglia come hanno fatto i contrari presentando una marea di pregiudiziali di costituzionalità. Se uno ha delle idee sul merito deve esprimerle sul merito, ma trasformando questa battaglia politica in battaglia giudiziaria, prima all'insegna della costituzionalità e ora con un conflitto di attribuzioni impossibile, non si va da nessuna parte. Mi sembra che se uno ha delle situazioni alternative in merito dovrebbe presentarle e motivarle in queste ore".

Forse anche l'elettorato chiede questo: portare avanti delle idee e dei valori anziché cercare il cavillo giuridico?
"Sì, inoltre in questo caso è addirittura evidente che la cosa non ha senso. Mentre le pregiudiziali di costituzionalità possono essere presentate sperando che la Corte Costituzionale ne tenga conto, in questo caso siamo alla promozione di un ricorso palesemente infondato. Una cosa che non porta come ovvio da nessuna parte..."

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