Unioni civili, lo psichiatra Crepet: "La verità è che la scienza non sa come sarà il figlio di Elton John"

04 febbraio 2016 ore 16:11, Andrea De Angelis
Prima i pediatri, poi gli psichiatri, poi la smentita di altri pediatri. Opinioni personali, prese di posizione e via dicendo. La polemica odierna in merito alla stepchild adoption, ovviamente legata alla votazione in Aula del ddl Cirinnà, sta riempiendo le pagine dei giornali. IntelligoNews ha chiesto allo psichiatra Paolo Crepet cosa ne pensa...

Dinanzi a questo botta e risposta lei come si pone?
"Qui c'è un doppio problema di merito e di metodo. Innanzitutto i pediatri non si occupano di psiche e vorrei informare i lettori italiani che un pediatra si occupa di malattie locali, non di psicopatologie non avendone competenza, in quanto chi ne ha si chiama in un altro modo, ovvero neuropsichiatra infantile". 

Mi sta dunque dicendo che la maturazione infantile psico-affettiva del bambino non è competenza dei pediatri?
"Esattamente. I pediatri, fino a prova contraria, si occupano di altro e dunque non capisco perché dobbiamo occuparci della loro opinione". 

Se non vi è una certezza scientifica, se cioè si può sentire il parere di uno psichiatra piuttosto che di un altro, il rischio non è quello di sperimentare cosa accade dopo? Oppure c'è già una qualche certezza scientifica?
"In nessuna parte del mondo vi sono migliaia di casi di bambini di stepchild adoption o ancor meno di uteri in affitto. Stiamo cioè parlando di alcuni casi che fra l'altro riguardano, come per l'utero in affitto, bambini piccoli perché è da poco tempo che si può fare anche laddove si può fare. Elton John non l'ha fatto vent'anni fa, il problema che io pongo nasce nell'adolescenza, non nel bambino appena nato. Il neonato non può cioè chiedere di chi è figlio, lo farà magari a tredici anni. Finché non abbiamo un grande numero di persone che hanno fatto questa domanda e le relative relazioni non possiamo parlare di metodo scientifico. Questi sono metodi scientifici, il resto sono chiacchiere da bar". 

Dunque lei attribuisce tali polemiche più alla seconda categoria?
"Sì, ma al bar sarebbe meglio parlare di Juventus e Napoli anziché di bambini". 

Dunque lei ci va con i piedi di piombo?
"Soprattutto io consiglio a chi sventola i diritti dei bambini ogni cinque minuti di farlo con competenza. Perché parlare di bambini senza competenza è un modo per non avere rispetto dei bambini medesimi". 

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