Un diavolo per Capello: "Con Cassano venni alle mani". Come Delio Rossi con Ljajic?

04 febbraio 2016 ore 16:16, Andrea De Angelis
Fabio Capello alla Roma non aveva rapporti complicati solo con Vincenzo Montella, l'unico (ironia della sorte) insieme ad Eusebio Di Francesco ad essere poi diventato un suo collega, ovvero allenatore di calcio. 

Sotto i riflettori finisce infatti un altro giocatore, il cui rapporto con il mister era stato classificato dai più come d'amore ed odio. Anche perché i due dopo Roma si sono ritrovati anche in quel di Madrid, sponda Real. Così il tecnico in un'intervista esclusiva concessa al quotidiano spagnolo As ha rivelato: "Con Cassano arrivammo alle mani. Ma non a Madrid, ai tempi della Roma". Non che a Madrid fossero tutte rose e fiori, anzi lì Cassano venne messo fuori rosa dopo che, almeno così fu detto, una televisione spagnola pizzicò il barese intento in una sua imitazione.
Queste le parole dell'allenatore che vinse oltre che a Roma anche con i colori bianconeri della Juventus e soprattutto nel Milan dei record: "Siamo quasi arrivati alle mani? Ci siamo arrivati, sì, ma a Roma dove avevo un gruppo di uomini eccezionali con cui vincemmo un campionato. Io rispetto i giocatori e pretendo da loro rispetto. Questo è essere seri, non duri. Ora Cassano capisce il rispetto che deve avere nei confronti della gente".
Un diavolo per Capello: 'Con Cassano venni alle mani'. Come Delio Rossi con Ljajic?
Parole forti, pronunciate in un'intervista nella quale Capello ha parlato anche d'altro, compresi quelli che sono i suoi maestri e i modelli. "Io ho sempre cercato di essere rispettoso, ho allenato tanti grandi calciatori, potrei fare tre formazioni titolari pensando ai giocatori che ho avuto. Ma se ne devo scegliere uno è Ronaldo. Era impressionante, il più forte con distacco. Lui e Van Basten". Il maestro, invece, non può che essere Herrera. "Quando giocavo con la Roma, mi allenò Helenio Herrera. Era dieci anni avanti a tutti. Non per la tattica, ma per come le sue squadre si muovevano senza palla. Prima queste cose non si facevano. Era un motivatore lui, diceva sempre: si gioca come si allena".

Ma è chiaro che a stuzzicare le fantasie degli appassionati di calcio sono soprattutto le parole su Cassano. Cosa vuol dire infatti che venne alle mani con Antonio? Una semplice strattonata, una spinta o qualcosa in più? Magari proprio come accadde a Delio Rossi con Ljajic, ma in questo caso davanti alle telecamere. Chissà, magari alla prossima intervista ne sapremo di più...
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