Pillola dei 5 giorni dopo, troppe resistenze dei farmacisti sulla ricetta?

04 febbraio 2016 ore 16:35, Americo Mascarucci
L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha abolito l’obbligo della prescrizione medica per l’acquisto della pillola dei 5 giornidopo. 
Con un’apposita delibera l’Aifa ha stabilito che la pillola può essere venduta a tutte le donne maggiorenni direttamente in farmacia, senza bisogno della prescrizione medica o del test di gravidanza, adeguando perciò l’Italia alle direttive emanate a livello europeo dall’Ema.
Eppure nonostante ciò non sarebbero poche in Italia le farmacie che ancora oggi richiedono la ricetta alle ragazze che desiderano acquistare la pillola per non incorrere nel rischio di una maternità non desiderata. 
Come è possibile questo? Lo spiega un’indagine nazionale l’istituto di ricerca SWG di Trieste (in collaborazione con Edizioni Health Communication) condotta su un campione di donne e farmacisti. 
Se il 14% dei farmacisti dichiara di non essere a conoscenza della determina Aifa, il 46% manifesta una sorta di "obiezione di coscienza" dichiarandosi contrario alla scelta dell'Agenzia del Farmaco: fra i contrari il 77% ha motivato questa sua posizione sostenendo che senza prescrizione medica le ragazze sarebbero spinte a fare un uso eccessivo della pillola, ad abusarne oltre misura. 
Il 18% dei farmacisti ha dichiarato che non venderebbe mai una pillola per la contraccezione d'emergenza senza ricetta medica. Il 61% dei farmacisti cattolici è contrario per ragioni di ordine etico, il 53% teme invece che possa far male alla salute. Tuttavia se si chiede un giudizio sull’efficacia e l’utilità della pillola, l’86 % dei farmacisti ritiene che sia utile, il 96% efficace.
   
Ma non soltanto i farmacisti, anche molte donne continuerebbero a recarsi in farmacia esibendo la prescrizione medica. 
Questo perché più del 30% non conosce la determina Aifa dunque resta convinta dell’obbligo della ricetta, mentre soltanto il 16% sarebbe consapevole che la prescrizione non serve più. Il 65% delle donne dichiara di rinunciare ad acquistare la pillola perché risulterebbe difficile trovare il medico che rilascia la prescrizione entro 24 ore, il 42% denuncia di avere imbarazzo e vergogna nel chiedere la ricetta, mentre il 43% denuncia le resistenze dei farmacisti a vendere la pillola senza prescrizione. 
I farmacisti dunque sono divisi sulle potenzialità nocive dell’utilizzo della pillola specie qualora se ne facesse un uso frequente e disinvolto. 
In realtà, precisa Emilio Arisi, presidente della Società medicina italiana per la contraccezione, "non esiste alcuna letteratura scientifica che dimostri la pericolosità di questo farmaco. Se infatti Ema e Aifa hanno abolito la ricetta per l’acquisto è proprio perché è stata valutata assoluta tollerabilità di ellaOne. Dire che si tratta di un farmaco pericoloso è sbagliato. Bisogna perciò informare i farmacisti dal punto di vista scientifico e, di conseguenza, tranquillizzare le donne che decidono di fare ricorso alla pillola".
Andrea Mandelli, presidente della Fofi, la Federazione dei Farmacisti Italiani, nonché senatore di Fi e vicepresidente della Commissione Bilancio preso atto dei dati del sondaggio assicura: "Confermo la mia volontà di informare ulteriormente i farmacisti, e lo faccio ancora di più alla luce di questi dati. Non è nostra intenzione scappare di fronte alla realtà. Per questo realizzeremo a breve un corso di formazione sul nuovo farmaco e sulle dinamiche di funzionamento così da colmare il gap di informazione. Metteremo quindi a disposizione dei farmacisti del materiale informativo sulla contraccezione d’emergenza all’interno di un corso Ecm sul nostro portale on line di aggiornamento. Al di là di questo percorso formativo che verrà realizzato a breve – ha aggiunto – cercheremo sempre di mettere a disposizione dei farmacisti gli strumenti più idonei per essere sempre più consapevoli nell’apprendere e anche per riuscire ad abbandonare quel retaggio che deriva forse da un’informazione che si è stratificata con grande forza negli anni passati".

 

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