Vivisezione. Caterina un simbolo contro l'arroganza di un certo animalismo

04 gennaio 2014, intelligo
Vivisezione. Caterina un simbolo contro l'arroganza di un certo animalismo
di Gianfranco Librandi. La vivisezione è necessaria o meno? Si può fare ricerca scientifica senza sperimentare sugli animali o è davvero una pratica indispensabile e doverosa? In questi giorni è tornata alla ribalta la spinosa questione sulla sperimentazione animale, se ne parla ininterrottamente da quando una giovane ragazza malata ha dichiarato apertamente le sue idee in merito. La vicenda di Caterina Simonsen, 25 anni, studentessa di veterinaria all’università di Bologna, colpita da 4 rare malattie genetiche, favorevole alla sperimentazione scientifica sugli animali, ha diviso l’opinione pubblica. Dopo aver postato su Facebook una foto che la ritraeva con un cartello in mano sul quale si leggeva: “Io, Caterina S. ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a nove anni. Mi avete regalato un futuro”, è stata insultata e offesa in ogni modo, sono stati più di 30 i messaggi nei quali le si augura di morire. La ragazza, in un video, spiegava la sua storia e le motivazioni che la spingevano a sostenere la sperimentazione animale. "Per me puoi morire pure domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per te". "Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m...in meno e più animali su questo pianeta". Sono questi alcuni degli insulti ricevuti dalla giovane ragazza malata ai quali risponde con queste parole: «Mai offendere, mai augurare brutte cose, riflettere prima di scrivere, verificare l’attendibilità delle fonti. Volevo sottolineare che io in primis mi auguro al più presto che ci siano modelli che sostituiscono in toto la sperimentazione animale, che però oggi sono solo prototipi. E sicuramente 25 anni fa non esistevano neanche. Senza voler creare ulteriore polemica, vi invito tutti alla ragione e a non prendere posizione." L’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) prende posizione e dichiara: "È nostro interesse come animalisti fare emergere la verità ed isolare chi sfrutta questa situazione". Inoltre spiega che sarà loro impegno dimostrare che "nessun animalista vero è responsabile delle minacce a Caterina per le sue convinzioni sulla sperimentazione animale". Molti si erano schierati in difesa di Caterina, anche Matteo Renzi: “ Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza: io sto con Caterina”. Ecco l'occasione per dire la propria. In rete molti hanno lanciato l’hastag #iostoconcaterina. A sostenere la ragazza, oltre a Renzi, anche Carlo Giovanardi, esponente dei Popolari liberali: "la più affettuosa solidarietà per il linciaggio a cui è stata sottoposta da fanatici animalisti». Dal blog di Beppe Grillo si leggono le parole di Fabrizia Pratesi De Ferrariis, coordinatrice del Comitato Scientifico Equivita, che pur essendo contro la vivisezione esprime "profondo rammarico per gli insulti giunti alla studentessa Caterina, che aveva difeso i test su animali, da parte di persone inqualificabili, che sono state definite “animaliste” ma di certo non lo erano, in quanto prive di rispetto per il prossimo e per la sofferenza altrui". Insomma si sono scatenate le opinioni uscendo allo scoperto. Caterina ha avuto il coraggio di "mettere a nudo la sua realtà". Il suo punto di vista, condivisibile o meno ha acceso polemiche che, nel bene o nel male, hanno avuto eco a destra e a sinistra. Il prossimo 14 gennaio verrà emanato il nuovo Decreto Legislativo sulla vivisezione, 10 dei 13 punti stabiliti nell'articolo 13 della Legge 96-2013, probabilmente, non saranno rispettati. Staremo a vedere cosa succederà. Un'idea ci sarebbe: i metodi sostitutivi di ricerca, già utilizzati in molti Paesi, rispettano la vita del malato e la coscienza di tutti. Il giusto compromesso?       
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]