Brasile, "epidemia" di microcefalia neonatale: è allarme virus Zika

04 gennaio 2016 ore 7:56, Micaela Del Monte
Microcefalia  neonatale, è questa una delle conseguenze più temute del virus Zika, nome proveniente dalla foresta Zika brasiliana da dove arriva il virus. Ed è proprio questa zanzara che negli ultimi mesi sta terrorizzando il paese sudamericano. In poco tempo infatti, in Brasile, sono stati segnalati 2.975 casi sospetti di microcefalia nei neonati. Troppi e, così, è cominciata la ricerca, da parte degli esperti, delle possibili cause, associate poi alla famigerata zanzara.

La patologia in questione sarebbe associata ad un particolare virus dei Flaviviridae, lo Zika virus, responsabile in genere di febbre ed artralgie, ma in alcuni casi porta anche a gravi conseguenze neurologiche. A fine novembre il ministero della salute brasiliano aveva annunciato che il virus era stato individuato durante l’autopsia di un feto nato con microcefalo, così come nel liquido amniotico di due gestanti i cui feti presentavano la stessa patologia (ovvero un cranio ridotto di volume con conseguente ritardo mentale). Secondo il locale ministero della Sanità, ci sono casi sospetti di microcefalia in 656 città in 20 dei 27 stati del Brasile. Il governo sta anche esaminando la morte di 40 bambini nati microcefali.

Brasile, 'epidemia' di microcefalia neonatale: è allarme virus Zika
L’infezione da virus Zika, di per sé, non è grave: i sintomi (simili a dengue e chikungunya) sono una lieve febbre, eruzioni cutanee, congiuntivite, dolore alla testa e alle articolazioni, che compaiono tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara e possono durare da 2 a 7 giorni. Una persona infettata su quattro non sviluppa alcuna sintomatologia. Sono però documentati casi di gravi complicanze neurologiche e proprio a questo hanno pensato le autorità sanitarie brasiliane, anche perché, in diversi casi, i bambini nati con microcefalia negli ultimi mesi in Brasile sono figli di donne affette da virus Zika durante la gravidanza. Tanto che Claudio Maierovitch, esponente del Ministero della Salute brasiliano, ha consigliato alle donne che vivono nelle aree più colpite di rimandare, se possibile, un’eventuale gravidanza. Malformazioni a livello del sistema nervoso centrale erano già state riportate nella Polinesia francese e sempre  in Brasile sono stati segnalati sette casi di sindrome di Guillan-Barré (paralisi progressiva degli arti, che può sfociare in paralisi totale) in pazienti infettati dal virus.

L'allarme però potrebbe interessare anche il nostro continente data la forza potenziale di diffusione e la rapida evoluzione nel continente americano e nel Pacifico meridionale. E proprio per la potenziale associazione del virus con microcefalia, sindrome di Guillan-Barré e altre complicanze neurologiche, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato a dicembre un aggiornamento della valutazione del rischio sulla trasmissione dell’infezione in Unione europea e sui viaggi in zone endemiche. Dal documento emerge che il rischio di casi di importazione nella Ue è in aumento, mentre il rischio di trasmissione locale, nonostante la presenza della zanzara vettore, è estremamente basso durante la stagione invernale. In Italia il Centro nazionale sangue ha raccomandato di tenere alta la sorveglianza sulle donazioni di sangue da parte di persone che sono state in aree dove è presente il virus.
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