Diabete infantile, nelle scuole si combatte così: il progetto

04 gennaio 2016 ore 8:26, Micaela Del Monte
Il diabete è una patologia sempre più diffusa, non solo tra gli adulti ma anche tra bambini e ragazzi e andare a scuola, lo sanno bene i genitori dei bambini che devono farsi iniezioni di insulina regolari per controllare la malattia nonostante l'aiuto che molti insegnanti e operatori scolastici danno ogni giorno.

Per favorire l'inserimento di bambini e adolescenti diabetici in classe, durante l'ultimo convegno della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica ha preso il via un progetto di gestione integrata dei piccoli pazienti che è promosso da SIEDP assieme al Coordinamento tra Associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (AGDI) e all'Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO).

Diabete infantile, nelle scuole si combatte così: il progetto
Il progetto prende le mosse da un documento di indirizzo del 2013, redatto dal Coordinamento delle Associazioni assieme ai Ministeri della Salute e dell'Istruzione; già in quelle pagine, infatti, si davano le principali indicazioni su chi deve fare cosa, a scuola, sia nella gestione ordinaria dei pazienti sia nelle situazioni di emergenza. Deve essere chiaro, infatti, chi può o deve controllare la glicemia o iniettare l'insulina come chi deve intervenire chiamando soccorsi in caso di crisi ipoglicemica. "Le strategie del progetto e del documento sono il risultato del confronto fra le associazioni di volontariato, le istituzioni, i referenti regionali e della scuola, la diabetologia pediatrica e i pediatri di famiglia – ha spiegato Gianni Lamenza, presidente AGDI Italia –. L'obiettivo è avere un piano condiviso di accoglienza per garantire ai bambini e ai ragazzi le migliori condizioni di permanenza a scuola, vicine più possibile alla “normalità” e allo stesso tempo in piena sicurezza". Per il momento, il progetto sarà applicato soltanto in Abruzzo, Umbria, Calabria e Sicilia per poterne valutare l’efficacia e l’attuabilità. Successivamente, se la sperimentazione darà esiti positivi, queste stesse norme potrebbero estendersi a tutta l’Italia, ma perché ciò avvenga  occorre verificarne l'efficienza e la fattibilità: da qui l'avvio del progetto e del comitato esecutivo che lo promuove, presieduto dal coordinatore scientifico Paola Pisanti del Ministero della Salute e composto da nove rappresentanti delle società e associazioni coinvolte. 

"Il bambino con diabete e la sua famiglia affrontano numerose difficoltà nella vita di tutti i giorni, in particolare a scuola – ha sottolineato Mohamad Maghnie, presidente SIEDP –. I disagi sono psicologici, per esempio sentimenti di diversità e condizioni di esclusione, ma anche pratici, come la gestione complessa della somministrazione di farmaci vitali e l’esecuzione dell’autocontrollo glicemico durante l’orario scolastico. Una scuola preparata ad affrontare queste situazioni permette al bambino una migliore e più serena gestione della malattia". Un progetto di inserimento che funzioni non sarebbe positivo solo per la gestione della malattia: come spiega Paola Pisanti "La sostenibilità della sanità italiana dipenderà dal miglioramento della qualità e dalla capacità di effettiva erogazione e fruizione di procedure diagnostiche, terapeutiche e assistenziali per chi ha una malattia. Nel caso del bambino con diabete ciò si ottiene con il coinvolgimento diretto e integrato del pediatria di libera scelta, del diabetologo pediatrico e della medicina del territorio in generale, ma anche del paziente stesso, dei familiari, delle istituzioni scolastiche".
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