Con la Befana cresce il turismo: gli italiani viaggiano di più, ma spendono meno

04 gennaio 2016 ore 11:51, Andrea De Angelis
Con la Befana cresce il turismo: gli italiani viaggiano di più, ma spendono meno
Arrivano i saldi, fino al 50%. Sì, -50%.
Ma c'è un'altra percentuale, di segno diametralmente opposto, che fa sorridere l'Italia. La cifra, infatti, è da capogiro: +51%. Il dato si riferisce ai flussi sui consumi turistici degli italiani per l'Epifania. Attenzione però: viaggiano più italiani, ma spendono meno.

Il giro d’affari infatti passa dai 510 milioni di euro del 2015 ai 494 di quest’anno. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, così commenta il dato: “Rappresenta un segnale che interpretiamo con forte ottimismo”. La lettura dei risultati di un’indagine previsionale sui consumi turistici degli italiani per l’Epifania, realizzata con il supporto tecnico dell’istituto Acs Marketing Solutions, fa comunque sorridere. “Complessivamente quasi 2,4 milioni di italiani, rispetto agli 1,56 milioni del 2015, effettueranno una vacanza per il ‘ponte’ dell’Epifania - prosegue Bocca - scegliendo per il 94% l’Italia quale meta del loro viaggio (rispetto all’84% del 2015)”. 
L’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici nel 35,6% dei casi (rispetto al 41% del 2015), seguito dall’albergo col 23,9% (contro il 24,4%). La durata media si attesterà sulle 3 notti e la spesa media si aggirerà sui 407 euro (rispetto ai 414 euro del 2015), di cui 393 euro per chi rimane in Italia e 625 per chi va all’estero, che genereranno un giro d’affari di circa 494 milioni di euro (rispetto ai 510 milioni di euro). 

Non manca comunque un monito al Governo: “All'avvio dell’anno nuovo -conclude Bocca- ribadiamo come governo e Parlamento debbano decidere immediatamente una strategia condivisa per fare in modo che i segnali di ripresa di uno dei settori maggiormente trainanti l’economia nazionale possano essere adeguatamente supportati e consolidati”. Della serie: ben vengano i dati positivi, ma non solo nel breve periodo. Un settore, del resto, si basa soprattutto sul lungo termine, come è ovvio e naturale che sia. 


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