Il buon anno di Renzi, dalle unioni civili a Checco Zalone

04 gennaio 2016 ore 12:37, intelligo
Il buon anno di Renzi, dalle unioni civili a Checco Zalone
Rivendica i risultati ottenuti, smorza la polemica con la Merkel, promuove a pieni voti la Ferrari e... Checco Zalone. Sono alcuni dei passaggi dell'intervista di Matteo Renzi concessa al quotidiano La Stampa di Torino. Il premier si è soffermato innanzitutto sui rapporti con i vertici politici e istituzionali dell'Unione europea: "E' sbagliato chiamarli contenziosi. Ho un ottimo rapporto con Juncker, che sarà qui a febbraio e Angela Merkel volle conoscermi quando ero ancora sindaco di Firenze. Non ci sono contenziosi o problemi personali: ci sono solo questioni politiche e di regole che, come è giusto che sia, devono valere o per tutti o per nessuno", poi ha voluto smorzare i toni della querella politica che lo ha visto contrapposto alla Merkel: "Nessuna polemica tra me e Angela, ho solo fatto delle domande: per esempio, se i gasdotti vanno bene quando sono fatti nell'Europa del Nord e meno bene quando si ipotizza di farli al Sud, oppure se la flessibilità possono praticarla alcuni Paesi mentre altri no", ribadendo però la sua posizione riguardo ai rapporti con la Germania: "Diciamo una parola chiara: su alcune cose abbiamo da imparare, da copiare. Ma quel che non mi piace, qui da noi, è una certa subalternità psicologica che ormai trovo surreale".
 
Parole positive per la Ferrari e Marchionne, a conferma di un rapporto ormai consolidato con il numero uno della Fiat
«Quando mi annunciò l’idea della quotazione in Borsa a New York - racconta ancora il premier - gli chiesi di farlo anche qui da noi. Magari ci aveva già pensato, ma voglio ringraziarlo lo stesso. Anche questa operazione, che io apprezzo, in fondo è il segno che il capitalismo di relazione è finito, e che è il tempo dell’apertura e della trasparenza». Immancabile il passaggio sulla ripresa economica dell'Italia, più volte sottolineata a colpi di tweet: «Abbiamo avuto tre anni di recessione sconosciuta in altri Paesi. Pensi al nostro Pil: -2,3 con Monti, -1,9 con Letta e con me -0,4 l’anno scorso. Quest’anno siamo cresciuti dello 0,8%, nel 2016 lo faremo del doppio, l’Italia è ripartita, siamo fuori dal pantano del 2013», mentre sul tema caldo delle unioni civili il Premier usa la diplomazia, inevitabile per non ferire gli alleati di governo pronti alla battaglia: «Il tema è di quelli che toccano la sensibilità dei singoli parlamentari, e bisogna tenerne conto: su alcuni punti ci sarà la libertà di coscienza. Quello che è certo è che la legge va fatta, subito. C’è discussione nei partiti, lo so, anche nel Pd ci sono idee diverse. Discuteremo ancora, naturalmente: ma il momento di tirare le fila e concludere ormai è venuto».
Chiusura dell'intervista "light", dedicata al fenomeno Checco Zalone che sta sbancando al botteghino. «Non entro nel dibattito. Dico che Zalone è un uomo molto intelligente e che l’operazione di lancio del film è un capolavoro, geniale. In sala c’era gente normale, che si è divertita e i professionisti del radical-chic, che ora lo osannano dopo averlo ignorato o detestato, mi fanno soltanto sorridere».

A.B.
 




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