Arriva la lesbo-story "Carol": farà incetta di Oscar con la scusa dell'omofobia?

04 gennaio 2016 ore 21:36, Adriano Scianca
Arriva la lesbo-story 'Carol': farà incetta di Oscar con la scusa dell'omofobia?
Lancia il consueto allarme sull'omofobia, il sessismo, il conservatorismo di Hollywood. Eppure Cate Blanchett potrebbe anche vincere l'Oscar per la sua interpretazione in “Carol”, del regista Todd Haynes, nelle sale italiane da domani. Candidato a cinque Golden Globe e in odore di Oscar, il film arriva nelle sale italiane il 5 gennaio. Presentata a Cannes, la pellicola racconta l'amore proibito nell'America degli anni Cinquanta tra due donne, la borghese Carol (Cate Blanchett) e la commessa aspirante fotografa Therese (Rooney Mara). "Viviamo in un'epoca profondamente conservatrice - ha detto Cate Blanchett alla premiere di Cannes - e se pensiamo diversamente siamo molto stupidi. In alcuni posti del mondo, una settantina, l'omosessualità è persino ancora illegale. C'è un crescente coro sul sessismo ad Hollywood ed è importante parlarne. Penso sia caduto dall'agenda e penso che invece bisogna riprenderlo decisamente". Sessismo? A Hollywood? Non si direbbe e anzi il plauso unanime che accompagna il film in oggetto non lascia intravedere tabù bigotti di sorta. Sembra, anzi, che la scusa della "battaglia per la diversità" sia un ottimo modo per ottenere critiche positive, tenere alta l'attenzione e ritenersi virtualmente al riparo da commenti negativi. Anche se le scene di sesso saffico piuttosto esplicito delle due protagoniste sono un modo piuttosto furbo di attirare l'attenzione, molto più che i discorsi sui diritti, che pure non sono mancati nella presentazione della pellicola. Carol si ispira al romanzo The Price of Salt di Patricia Highsmith, pubblicato nel 1952.
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