Saldi 2017: oltre le date, le regole anti-truffe e bufale

04 gennaio 2017 ore 12:21, Luca Lippi
Saldi in arrivo in tutta Italia, i mitici ribassi di fine stagione sono alle porte, e in parte hanno recato nocumento anche alle vendite del periodo natalizio. In sostanza molti italiani hanno ritenuto opportuno rimandare gli acquisti a ridosso dell’epifania proprio per godere la convenienza dei prezzi, rinunciando, o limitando, la festa del dono da scartare sotto l’albero a piccoli ‘segni di presenza’ per la tradizione.
Il calendario saldi, dunque, segna in tutte le Regioni l’inizio il 5 gennaio. Si tratta del primo giorno feriale antecedente l'Epifania, come stabilisce la legge regionale. 
In Basilicata e Sicilia sono cominciati ieri (3 gennaio), mentre in Valle d'Aosta sono partiti il 2 gennaio. La durata delle promozioni (che è ancora in fase di aggiornamento) sarà più limitata in alcune regioni. A Milano come in tutta la Lombardia sarà di due mesi, fino al 5 marzo 2017. Chiusura lo stesso giorno anche in Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna e a Trento. A Roma e nel Lazio fine anticipata, il 15 febbraio. Il 18 sarà invece la volta della Liguria e di Bolzano, il 28 di Puglia, Calabria, Veneto e il 2 marzo del Piemonte e della Basilicata. Nelle Marche gli sconti finiscono un giorno prima, l'1 marzo, mentre la chiusura sarà il 15 in Sicilia, il 31 in Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia e il 2 aprile in Campania.
Secondo una ricerca Findomestic 7 italiani su 10 aspettano i saldi per effettuare gli acquisti e il 53% spenderà fra i 100 e i 300 euro.
Per il Codacons, che diffonde ogni anno le previsioni ufficiali sugli sconti di fine stagione, i saldi sono di fatto già partiti nel periodo natalizio in un negozio su tre in tutta Italia. Ad approfittarne sarà una famiglia su due (il 45%), ma con acquisti mirati e un budget che scenderà di circa il 5% rispetto allo scorso anno, senza superare in media i 175 euro a famiglia. “Gli esercenti hanno applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail, sms e messaggi ai clienti fidati”, spiega l’associazione. 
Il presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, Renato Borghi spera in una ripresa delle vendite: “Dopo un Natale così così, la speranza passa ora per i saldi. Non saranno però saldi col botto. La nostra stima è che gli italiani spenderanno mediamente come nell’anno precedente”, ha detto. “Le vendite di fine stagione saranno sempre una straordinaria opportunità per i consumatori ma, per noi commercianti, non saranno sufficienti a colmare un gap di consumi fortemente condizionato da un andamento sempre più incerto ed altalenante”, ha spiegato Borghi. 

Saldi 2017: oltre le date, le regole anti-truffe e bufale

Alcune cose da sapere, molto importanti
-Le regole principali durante il periodo dei saldi per i commercianti sono che hanno l’obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso (è invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso). Il venditore deve fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita; non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto.
-Gli articoli in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli).
-Se il prodotto è difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare. 
-La prova del capo, è rimesso alla volontà dell'esercente.
-Sono vietate le vendite promozionali degli articoli soggetti a saldo, sia nei 30 giorni antecedenti le vendite di fine stagione, sia dal 25 novembre al 31 dicembre. Si dà il caso che proprio il 25 novembre è stato il giorno del Black Friday, tradizione angloamericana che quest'anno si è tenuta per la prima volta anche in Italia. I prodotti messi a sconto quel giorno ora non potranno quindi essere riproposti con il ribasso.
Attenti alle truffe
-Comprare un prodotto scontato non vuol dire doversi accontentare di un prodotto scadente. Spesso, alcuni negozianti impongono durante i saldi delle restrizioni ingiustificate che in altri periodi dell’anno non esistono. Allora, come evitare le truffe ai saldi?  
-Per legge è utile sapere che anche i capi scontati si possono cambiare. Se il cambio del prodotto acquistato (la taglia è sbagliata, il colore non piace alla persona a cui è stato regalato, il capo presenta un difetto) non è possibile perché finito, si ha diritto alla restituzione dei soldi e non ad un buono per comprare un altro capo di abbigliamento o ad un altro paio di scarpe (a meno che non sia chiaramente reso noto e leggibile. Al cliente accettare la condizione imposta dal negoziante). C’è da sottolineare anche che il buon senso del consumatore deve comunque essere un elemento necessario, non si può pensare che il commerciante sia un benefattore, e se qualche commerciante potrebbe non essere proprio trasparente, è vero anche che molti consumatori credono di avere a che fare con uno sprovveduto. E’ pur sempre una persona che lavora, e il buon senso imporrebbe anche che una volta usciti dal negozio l’affare è concluso, basta avere le idee chiare che nessuno punta pistole alle tempie. Si spera prestissimo che l’associazione dei commercianti proponga l’assistenza dopo vendita a pagamento così da educare anche il compratore a usare la testa prima, e non la dabbenaggine dopo.
-Il difetto del capo acquistato è denunciabile entro 2 mesi e non entro una settimana circa, come spesso viene detto ai consumatori. Conservare lo scontrino, dunque, è fondamentale per dimostrare l’acquisto in quel punto vendita. Ovvio che la contestazione passata una settimana è comprensibilmente contestabile anche dal commerciante, è piuttosto improbabile che una cosa buona per una settimana non lo sia più dall’ottavo giorno, in qualsiasi sede di giudizio perdereste la causa oltre la faccia. 
-Attenzione: la prova dei capi durante i saldi non è un diritto del consumatore ma una decisione a discrezione del negoziante. Visti i tempi, comunque, raramente vi sentirete dire di no.
-I saldi sono stati inventati per favorire sia i commercianti sia i consumatori. I primi hanno l’opportunità di disfarsi dei capi non venduti durante la stagione ed i secondi di portare a casa merce di qualità ad un prezzo più basso. Ma le truffe ai saldi sono in agguato anche in questo: se il giorno prima dell’inizio delle svendite quel maglione che tanto mi piace non lo trovo ed il giorno dopo me lo vendono di qualsiasi taglia ed in ogni colore dell’arcobaleno, qualcosa non mi quadra. Per farla semplice: ai saldi, i commercianti mi devono proporre quello che è rimasto invenduto in quella stagione, non quello che è rimasto in fondo al magazzino dopo anni.
-In tempi così tecnologici come quelli odierni, per evitare le truffe ai saldi non guasterebbe farsi un giro in quei negozi che ci interessano prima che comincino ufficialmente gli sconti e fare qualche foto con il cellulare alle vetrine, in modo da avere una prova provata dei prezzi pieni. Questo avvalora la tesi che se non si hanno prove più che schiaccianti di essere vittime di ‘un disguido’ raramente avrete la possibilità di farvi giustizia in sede legale (anche il commerciante ha il diritto a difendersi). Si potrà, così, verificare se lo sconto applicato corrisponde davvero alla realtà. Non esiste alcun obbligo di servirsi in un negozio piuttosto che un altro.
-E’ molto importante verificare la qualità della merce che si acquista in saldo, essendo in grado di farlo. Come si controlla la qualità di un capo in saldo? Guardando bene l’etichetta, dove si riporta la composizione del capo di abbigliamento. Si sa che una maglia prodotta con fibre naturali costa più di una maglia sintetica. In questo modo si avrà la consapevolezza di pagare il prezzo giusto e di comprare un articolo di qualità anziché un’imitazione o una sottomarca simile a quella che pensavamo di portare a casa.
-La domanda sorge spontanea: ma se il commerciante vende un capo scontato al 60% e ci guadagna comunque, quando lo vende a prezzo pieno quanto ci guadagna? Gli sconti esagerati ai saldi nascondono spesso qualcosa che non va: o la merce è vetusta, oppure il prezzo è stato talmente gonfiato prima da proporlo con il 70% e trarne comunque profitto. Un commerciante serio non va oltre il 40-50%. Per due motivi: perché, se davvero fa un ricarico così alto sulla merce durante l’anno, venderebbe poco o niente. E perché mai metterebbe in saldo la merce sottocosto, svendendola o quasi regalandola. Tuttavia può capitare che il commerciante tenda a svuotare il magazzino, e piuttosto che stoccare (vendere a peso la rimanenza) preferisca favorire la sua clientela.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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