Borghezio: «Mi hanno fatto fuori perché criticavo la City. C’è lo zampino di Farage»

04 giugno 2013 ore 17:41, Domenico Naso
Borghezio: «Mi hanno fatto fuori perché criticavo la City. C’è lo zampino di Farage»
Tutto ha avuto inizio con le frasi non proprio simpatiche rivolte al ministro Kyenge. E improvvisamente, a Strasburgo hanno capito le idee di Mario Borghezio sull'immigrazione. Sospensione dal gruppo prima, espulsione adesso. Ma il campione del leghismo identitario non si arrende, accusa l'ex amico Farage (UKIP) e continua per la sua strada. Onorevole, tanto tuonò che piovve. Dopo le polemiche delle scorse settimane, il suo gruppo a Strasburgo l’ha espulsa. Ora che farà? «Intanto ho impugnato la decisione perché totalmente illegittima dal punto di vista procedurale. Pensi che nello statuto del gruppo l’espulsione non è nemmeno prevista. E poi hanno inventato procedura e capi d’accusa e non mi hanno nemmeno sentito. Ma io conosco i motivi veri di questa espulsione...» E quali sarebbero? «L’intento era quello di togliermi dalla commissione CRIM, nella quale mi sono occupato della lotta ai paradisi fiscali e alla City londinese». Ce l’ha con il suo vecchio amico Nigel Farage? «Probabilmente chi è sostenuto da questi ambienti finanziari ha voluto farmi fuori. E non è un mistero che le voci della Londra politica parlano dell’UKIP come emanazione di questi signori». Cosa le hanno fatto gli inglesi? «Sono semplicemente convinto che il cuore dell’infezione dei derivati in Europa sia a Londra E l’ho sempre denunciato». Ma lei e Farage non eravate amici? «Nigel Farage mi conosce da dieci anni. Scopre adesso le mie opinioni sull’immigrazione? Le conoscono tutti, qui in Europa, anche perché io, a differenza di quelli dell’UKIP, non sono mica assenteista». Mi sembra di capire che non lascia ma raddoppia... «Io vado avanti per la mia strada e con le mie idee. E prendo atto con gioia che la Lega mi difende. E non le dico i militanti... Sui temi di cui mi occupo c’è un consenso largo e trasversale in tutto il paese. Non sulle parole sopra le righe, che ammetto ogni mi scappano, ma sulle questioni fondamentali: immigrazione, sovranità monetaria, contro l’Europa dei finanzieri e per l’Europa dei popoli». Sta cercando sponde anche fuori dalla Lega? «Certo. Noi rivendichiamo questioni settentrionali ma su sovranità monetaria e immigrazione serve un fronte più ampio. Non basta più una prospettiva esclusivamente settentrionale». Per concludere, l’hanno incastrata? «Pago il mio attacco alla City ma sono sereno e ottimista. Pensi, c’è anche un segno del destino: fra un giorno o due si riuniscono i signori del Bilderberg. Proprio a Londra, peraltro. Non voglio dire “Iddio stramaledica gli inglesi”, ma poco ci manca. Niente contro il popolo inglese, ma da quelle parti c’è un potere occulto nemico dell’Europa dei popoli, che odia le identità».
autore / Domenico Naso
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