Il caminetto al Nazareno serve per “bruciare” Epifani (al congresso)

04 giugno 2013 ore 17:47, Lucia Bigozzi
Il caminetto al Nazareno serve per “bruciare” Epifani (al congresso)
Chi brucerà nel ‘caminetto’ del Nazareno? Metafore a parte, il Comitato dei 10 chiamato a decidere regole e linea politica serve sostanzialmente a due cose: una esterna, l’altra interna. La prima: rasserenare gli animi (malpancisti) della base con l’immagine (pure plastica) della collegialità di un partito che tenta di restare unito e camminare unito possibilmente fino al congresso tenendo botta alle spinte berlusconiane (vedi Imu) dentro il governissimo.
La seconda: monitorare le mosse gli uni degli altri, per non perdere di vista le mosse (quelle strategiche) che servono per prepararsi alla battaglia finale: il congresso. Da qui dovrà uscire un segretario e soprattutto una linea politica, come rivendica Fabrizio Barca quando dice che prima viene il partito (identità, valori, struttura), poi tutto il resto e che il partito non deve ‘contaminarsi’ con il governo. O, invece, come non condivide Walter Veltroni, convinto del fatto, ad esempio, che prima vengono le risposte dem ai problemi della società, poi tutto il resto. Eppoi ci sono i ruoli ‘incrociati’ che davanti (o dentro) al ‘caminetto’ avranno i capibastone correntizi: dai renziani ai bersaniani (tornati in auge), dai veltroniani ai dalemiani passando per i civatiani. In realtà, nelle dinamiche interne al partito, entrare nella stanza dei bottoni seppure nel segno della collegialità, è la ‘chiave’ per monitorarsi a vicenda. In questo senso, la collegialità si traduce in convergenza di obiettivi: blindare Epifani e fare in modo che l’ex leader Cgil che finora si schermisce facendo intendere il suo disinteresse alla successione di Bersani, non cambi idea.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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