Forza Italia, quanti traditori e quali traditi?

04 giugno 2014 ore 10:48, Americo Mascarucci
Forza Italia, quanti traditori e quali traditi?
Ricordate il fortunato programma del maestro Alberto Manzi intitolato “non è mai troppo tardi”? Ebbene, in Forza Italia sembra valere il principio esattamente opposto
, ossia “è sempre troppo presto”. E’ troppo presto per parlare di primarie di coalizione, è troppo presto per definire gli organigrammi, è troppo presto per costruire una nuova leadership, è troppo presto per fare tutto. Ricordate quando nel Popolo della Libertà si decise di avviare la stagione dei congressi per strutturare il partito sul territorio? La macchina organizzativa era pronta, i tesseramenti erano stati ultimati, in alcune città si erano iniziati a celebrare i primi congressi. Arrivarono le elezioni amministrative che andarono male e tutto fu mandato all’aria. “Non è il momento di fare i congressi” disse Berlusconi e non se ne fece più nulla. Alla faccia degli iscritti che avevano pagato la tessera attratti dall’idea di Angelino Alfano “una testa, un voto”. Abbandonati i congressi, iniziò la febbre da primarie. Anche qui grande organizzazione, forte mobilitazione sui territori, candidati negli spogliatoi pronti a scendere in campo; arrivò Berlusconi e disse che non era il momento di fare le primarie perché i problemi erano altri. Niente da fare e così furono persi per strada i Fratelli d’Italia della Meloni. Adesso, in seguito ai deludenti risultati elettorali delle elezioni europee c’è stato chi come Raffaele Fitto, Mara Carfagna, Renata Polverini, Laura Ravetto ed altri, hanno lanciato l’idea di fare le primarie per eleggere la nuova classe dirigente del partito ad ogni livello e il futuro leader della coalizione quando Berlusconi deciderà di cedere il passo. Indovinate un po’ quale è stata la risposta di Berlusconi e del suo cerchio magico? “Non è il momento di parlare delle primarie”. Appunto, questo fatidico momento sembra non arrivare mai, è sempre troppo presto, rigirando il titolo del fortunato programma sopra citato. Mariastella Gelmini ha lanciato l’idea delle primarie nel 2015 per la scelta del candidato sindaco di Milano in vista delle amministrative del 2016 e si è detta anche favorevole alle primarie di coalizione, dove lei continua a puntare su Marina Berlusconi. Ma anche per lei è troppo presto per parlarne, adesso bisogna concentrarsi sui programmi non sugli organigrammi. In genere quando si perdono le elezioni viene automatico cambiare la squadra che ha “giocato male” ed è ciò che Fitto e company vorrebbero fare. Ma è troppo presto, squadra che perde non si cambia. E chi si azzarda a dire il contrario è un “traditore”. Un termine questo che viene affibbiato con sconcertante naturalezza a quanti osano dissentire dalla linea ufficiale dettata dal capo. E così anche Fitto è un traditore, come lo sono la Carfagna e la Polverini colpevoli di aver accolto con favore l’idea delle primarie. Non erano traditori però quando hanno scelto di restare con Berlusconi e di non seguire Alfano nel Nuovo centrodestra. Nemmeno Alfano, Schifani, Cicchitto, Quagliariello erano traditori quando si schierarono contro Gianfranco Fini ai tempi del “che fai, mi cacci!”. E non era traditore neanche Gianfranco Fini quando diversamente da Pierferdinando Casini accettò di sciogliere Alleanza Nazionale nel Pdl. E non era traditore Casini quando stava nella Casa delle Libertà con Berlusconi leader. Per diventare traditori ed essere additati al pubblico ludibrio come tali, per quello no, non è mai troppo tardi.  
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