Europa, e ora partono le scommesse su Grexit

04 giugno 2015, Luca Lippi
La lunga storia ellenica non trova pace e mai la troverà, nel bene o nel male sempre al centro da secoli della storia dell’umanità.
Dall’incontro di ieri sera con i creditori internazionali tenutosi a Bruxelles, non è uscito alcun “miglioramento” riguardo all’implementazione di riforme necessarie e sufficienti allo sblocco dei famosi “aiuti”.

Europa, e ora partono le scommesse su Grexit
Questo non ha preoccupato il mercato, anche perché, come dicevamo ieri, più di quello che sta facendo la Grecia non può proprio fare. Curiosamente però, nonostante il “non accordo” le dichiarazioni di Junker al termine dell’incontro sono state: “Sono stati compiuti progressi nella comprensione delle reciproche posizioni sulla base delle varie proposte”. Sulla stessa linea anche Dijsselbloem; leggermente più chiaro Tsipras che parla d’intesa vicina grazie a un nuovo clima “costruttivo e positivo” nonostante rimangono le differenze.

La bozza nella cartella di Atene (46 pagine), prevede una riforma dell'Iva, l'unificazione graduale dei fondi pensione, la soppressione delle pensioni anticipate e una accelerazione del processo di privatizzazione. Il programma elaborato dalla Bce e dal FMI (insieme all’abusivo Hollande e alla Merkel) invece, prevede un allentamento degli obiettivi di bilancio. 
In programma per oggi c’è una riunione dell'Euro Working Group per fare il punto della situazione (?) intanto Tsipras assicura di stare sereni riguardosa rata di domani da 300 milioni di euro.

La rassicurazione di Tsipras è in contrasto con quanto “assicurato” nei giorni scorsi. Non è di troppe ore fa il comunicato del Governo greco, dove si legge che non ci sarà alcun versamento se non ci sarà accordo. E allora vorrà dire che l’accordo c’è ma non si vede!

Nella realtà il successo è stato estratto da cilindro dall’impertinente (ma scaltro) Varoufakis che col sorriso ha coniato l’assioma “fuori la Grecia dall’euro, l’Europa si sgretola”, a partire dall’Italia; tanto è bastato perché subito la Bce allentasse la morsa pronta a dare tutto quello che serve alla Grecia, perché se salta la Grecia allora salta anche l’Italia (creditrice importante), e se l’Italia salta sono dolori anche  per Francia e Germania!

Mario Draghi si è subito occupato di far sapere che il QE potrebbe aumentare senza alcun problema e ha anche fatto intendere che gli acquisti della BCE potrebbero essere rivolti ad altri titoli fuori dei parametri stabiliti all’origine (leggi “spazzatura”). In buona sostanza qualcuno comincia a tremare, non solo per la questione greca. L’allontanamento dalla politica dei cittadini (leggi astensionismo crescente) oltre ogni giustificazione di carattere politico o ideologico, ha una giustificazione assai più pragmatica; se uno va a votare, è perché ha la pancia piena, quando invece ha fame, della democrazia al popolo non gliene frega più niente!

Poteva mancare il lato ludico della situazione? Diciamo di no, e allora aggiungiamo una nota di colore a una situazione grigia ma neanche troppo; l’agenzia di scommesse PaddyPower, dove le persone possono puntare con soldi reali sulla possibilità o meno di un raggiungimento di un accordo, mostra le probabilità di Grecia inadempiente nel 2015 a 11/8, circa il 40%. Tutti a giocare!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]