Corsi per guarire gay, Luxuria: "In Usa già illegali. Ripropongo VIDEO della mia 'Luca non era etero'"

04 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Corsi per guarire gay, Luxuria: 'In Usa già illegali. Ripropongo VIDEO della mia 'Luca non era etero''
“Omosessuali si è. Non credo alle ‘conversioni’ e vedo in giro tanta ipocrisia. I corsi per gay da redimere? Una falsità. E' l'omofobia la malattia da cui guarire. A questo punto anche noi potremmo organizzare corsi per etero ma non siamo missionari dell’etero-conversione”. Così Vladimir Luxuria legge il caso raccontato da Repubblica. Nella conversazione con Intelligonews affronta il tema anche da cattolica.  

Come legge l’inchiesta di Repubblica sui corsi per gay da redimere? 

«Ci sarebbe da ridere se non mi venisse da piangere. In America chi fa queste cose avrebbe già un processo perché Obama ha reso illegali le cosiddette teorie riparative, come se fossimo delle vetture o degli elettrodomestici da riparare. Iniziative del genere le considero una falsità nei confronti delle persone che vivono la propria omosessualità in maniera distonica e che nel peggiore dei casi contribuiscono a farle diventare più depresse di prima, nel migliore dei casi magari in una delle lezioni al buio citate nell’inchiesta giornalistica, contribuiscono a far trovare loro il compagno e, in quel caso, a scoprire che almeno a qualcosa il corso è servito. Anche se consiglio di venire al Gay Village questa estate, perché il nostro biglietto costa molto meno di un corso e raccomando anche la visione di un mio video virale su Youtube dove io reinterpreto la versione della canzone ‘Luca era gay’». 

Omosessuali si nasce o si diventa?

«C’è chi arriva perfino a sostenere l’abbandono nell’incubatrice; peraltro difficilmente dimostrabile perché per quanto uno possa essere persona dotata di grande memoria, faccio fatica a pensare che possa ricordare cosa è stato di lui nell’incubatrice…Pazzesco»

Sì ma se ci sono corsi per tornare ad essere etero vuol dire che gay si diventa crescendo?

«Intanto omosessuali si è. Credo che sia connaturale alla nostra essenza, ovvero quella che viene chiamata ‘teoria essenzialista’. Non si può scegliere come vivere la propria sessualità, non si sceglie se essere gay o eterosessuali. Il punto tirare fuori la tua vera natura oppure allontanarla, nasconderla e viverla come se fosse una colpa. Credo che chi agisce come l’inchiesta giornalistica racconta, potrebbe essere tranquillamente arruolato nell’Is senza colloquio preliminare perché danneggiano persone che si stanno ponendo delle domande. Sono indignata, so che sto usando un’immagine forte ma a mio avviso è simbolicamente calzante»

Ma Luca Di Tolve si definisce ex gay, quindi è possibile tornare etero?

«Non conosco le abitudini di Di Tolve né mi interessano. Lui era un attivista gay, organizzava crociere…».

Lo conosce?

«No. Non so se lui sia sempre stato bisessuale oppure se è più interessato a portare avanti questa sua iniziativa; so di certo che esistono coppie famose di gay che stanno con lesbiche fingendosi etero solo per la gioia dei rotocalchi e dell’ipocrisia che è il grande sport nazionale italiano. Non credo assolutamente in questa ‘conversione’. A questo punto anche noi potremmo organizzare corsi per la conversione degli eterosessuali ma noi non siamo dei missionari dell’etero-conversione».

Il fatto che come riporta La Repubblica tra i partecipanti ai corsi vi sia stata un esponente delle Sentinelle in piedi, secondo lei cosa sta a significare? Merita una sottolineatura e, se sì, perché?

«Intanto voglio ricordare l’antefatto americano che ha portato il presidente Obama a dichiarare illegali le teorie riparative: una giovane transgender era stata obbligata dai genitori a seguire corsi religiosi affinchè si convertisse. La ragazza una sera è uscita di casa, si è lanciata sull’autostrada e si è lasciata travolgere da un camion suicidandosi. A seguito di questo fatto, Obama ha deciso di rendere illegali le teorie riparative che servono solo a far entrare soldi nelle tasche di chi le fa. Che ci sia una sentinella in piedi non mi meraviglia, così come non mi meraviglia che ci sia una persone di estrema destra. Dico solo una cosa: c’è chi resta in piedi, come le sentinelle che sembrano persone che aspettano l’autobus e c’è chi, invece, si muove, va avanti, non vuole un’Italia immobile e soprattutto medievale»

Da cattolica come vive questa vicenda che ha già sollevato molte polemiche?

«Un conto è essere cattolici, un conto è essere integralisti di qualsiasi religione. Purtroppo, penso che esiste ancora un grosso problema nella maggiorparte delle religioni ad eccezione di quelle Valdese, Buddista e della Chiesa scozzese che stanno facendo passi in avanti nell’inclusione e nel rispetto delle persone, nel non voler aprirti le porte per cambiarti. Credo che la maggiorparte dei cattolici leggendo il report di Repubblica, oggi nel 2015, si faranno una gran risata, al di là della decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità sul fatto che l’omosessualità non è una malattia. E’ l’omofobia la vera malattia da cui guarire e questo vale anche per chi fa iniziative di questo genere che considero equiparabili ai finti santoni di sui spesso si occupano Le Iene o Striscia la notizia»

Cosa risponde a chi in ambienti cattolici non ritiene casuale che l’inchiesta sia stata condotta da Repubblica?

«Sono contenta che questa vicenda l’abbia scritta Repubblica, unico quotidiano che il Pontefice legge, come peraltro lui stesso ha dichiarato»




autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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