Tsipras smarca gli USA? E Putin gongola

04 giugno 2015, Luca Lippi
Tsipras smarca gli USA? E Putin gongola
Vladimir Putin a proposito della Grecia dice: “Solo perché la Grecia è schiacciata dai debiti, non significa che sia legata mani e piedi e non abbia una politica estera indipendente”. 

Introduzione importante per comprendere quanto sta accadendo nello scacchiere geopolitico a latere delle tensioni fra la Grecia e l’Europa. Tsipras ha ricevuto due offerte irrinunciabili; una è la proposta di Putin di partecipazione al Turkish Stream, l’altra è una proposta statunitense di partecipazione al Southern Gas Corridor, progetto mirato a “aumentare la diversificazione delle forniture energetiche europee”, in altre parole a spezzare la morsa di Gazprom. 

La prima proposta, quella russa, è nell’ambito del noto progetto che permetterà a Putin di aggirare la Bulgaria incanalando il gas attraverso la Turchia, la Grecia, la Serbia e l’Ungheria dritto fino allo snodo austriaco. Il progetto statunitense, invece, è quello di creare un corridoio meridionale per consentire all’UE di rifornirsi di gas dal Caspio tramite una serie di gasdotti connessi dall’Azerbaigian all’Italia. 

I contatti intercorsi tra il ministero degli esteri greco e gli emissari statunitensi sono dei primi di maggio, all’interno della proposta la “promessa” di Amos Hochstein (inviato del dipartimento di Stato Usa) di rendere nuovamente attraente agli investitori il Paese. Di tenore diverso la proposta russa che mette sul tavolo denaro fresco al posto delle promesse, e probabilmente sarà la diversa “aggressività” che convincerà la Grecia a firmare già da questo mese l’accordo per il Turkish Stream. 

Con molta probabilità la firma sarà in occasione del Forum Economico Internazionale che si terrà a San Pietroburgo. Il ministro per l’energia greco Panagiotis Lafazanis conferma la firma al Forum Economico internazionale di San Pietroburgo dell’accordo con la Russia, tuttavia ci tiene a precisare che la proposta dell’Occidente e il Turkish Stream non sono in competizione e la Grecia parteciperà, se possibile, a entrambe le iniziative. 

Le sue parole esatte sono: “Non li consideriamo progetti rivali. Al contrario, crediamo che entrambi contribuiscano alle forniture energetiche dei paesi europei. Questo è il motivo per cui è strano che il progetto russo stia creando preoccupazioni e dubbi negli USA e nell’Unione Europea. Noi non ci sottometteremo agli interessi o desideri di alcun paese terzo. 

La Grecia non è proprietà di nessuno. Ci muoviamo in base agli interessi del nostro popolo e della nostra nazione. Il paese deve diventare un nodo di sviluppo per le forniture energetiche dell’Europa”. Tuttavia dalla dichiarazione dell’ambasciatore americano ad Atene David Pearce “Gli Stati Uniti sono preoccupati dal fatto che la presa in considerazione da parte greca di un’estensione del gasdotto Turkish Stream non aumenterà la diversificazione dell’energia, potrebbe preoccupare le autorità dell’UE per la competizione, e non è una soluzione di lungo termine ai bisogni energetici greci” fa trasparire una”affatto velata” diversità di vedute sia da parte usa sia da parte UE sull’argomentazione del ministro Lafazanis. 

E’ un matrimonio all’interno del quale si sta creando una relazione complicata fra i coniugi (Grecia e Occidente), il più forte “sulla carta” è disposto alla separazione ma non al divorzio e aggiunge che non tollera frequentazioni alternative. Ecco allora l’intervento di Putin che si pone al posto del giudice di “pace”.
autore / Luca Lippi
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