Mafia Capitale 2, Prestipino (Pd): “Il Comune va commissariato. Rischiamo la fine della Moretti”

04 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Mafia Capitale 2, Prestipino (Pd): “Il Comune va commissariato. Rischiamo la fine della Moretti”
“Non si può far finta di niente. Il Comune va commissariato e Renzi deve azzerare il Pd romano, poi tutti insieme pancia a terra ci mettiamo a ricostruire il governo della città e del partito con una selezione rigidissima della classe dirigente”. E’ un fiume in piena Patrizia Prestipino, esponente della Direzione nazionale del Pd che nella conversazione con Intelligonews  parla al sindaco Marino e al segretario nazionale del Pd: da dem a dem…

Mafia capitale due, pecunia non olet da destra a sinistra. Che idea si è fatta?

«L’idea, appunto, che pecunia non olet, quindi dai tempi dei romani in poi non è cambiato nulla. Allora c’era la concussione e la corruzione e c’è una frase bellissima di Sallustio che dice che a Roma tutto si può comprare. Ancora oggi tutto si può comprare, anche le cariche più nobili come quelle di consigliere nell’Aula Giulio Cesare che penso sia la massima aspirazione per un romano che vuole fare politica onestamente, come servizio alla collettività».

Ma dai tempi dei romani di governi di destra e sinistra a Roma ce ne sono stati tanti. Il punto è: ogni volta è così tutto insospettabile?

«La mia è un’affermazione che ha radici profonde nella storia e dimostra come dai tempi dei senatori romani a oggi le alte cariche chiamate ad amministrare la città siano corruttibili. Non dico che tutti sono corrotti o corruttibili ma il quadro che emerge dall’inchiesta apre una finestra anche su un altro aspetto che trovo inquietante e gravissimo, ovvero l’essersi approfittati del voto dei cittadini che in buona fede hanno avuto fiducia in chi hanno scelto, uomini e donne. Aggiungo che finora in questa inchiesta figurano solo uomini che sono la maggioranza numerica nelle istituzioni. Per carità, non voglio criminalizzare nessuno, ma anche questo è un dato da valutare. Infine, c’è la gravità di un sistema correntizio che andava alimentato, nutrito bene come rivela Buzzi nelle intercettazioni telefoniche; un aspetto che trovo agghiacciante dal punto di vista morale e sul piano della politica».

Il sindaco Marino elogia il lavoro del procuratore Pignatone e dichiara di voler andare avanti. Secondo lei è sufficiente?

«No. Hanno sciolto il Comune di Fondi e qui a Roma noi abbiamo quattro consiglieri arrestati, dirigenti comunali e regionali coinvolti, ma di che stiamo parlando? Qui c’è una cosa che si chiama Mafia Capitale e che è cresciuta alimentando il sistema delle corruttele a livello politico sfruttando le vite dei poveracci. Anche se non c’è la lupara come con la mafia siciliana, a Roma è venuto fuori qualcosa di altrettanto terribile che è lo sfruttamento delle persone che fuggono dalla miseria e dalla guerra. E lo dico con amarezza e dolore anche perché conosco le persone finite nell’inchiesta, hanno fatto politica nel mio partito, e francamente sono senza parole»

Secondo lei che dovrebbe fare il sindaco Marino?

«A questo punto, secondo me, dovrebbe lasciare spazio al commissariamento. Ma come fai ad andare avanti di fronte a una cosa così? Lo dico con il massimo rispetto e stima per il sindaco Marino che è una persona onesta, pulita, però non si può nascondere che qui ormai c’è un cancro arrivato fino al midollo. Secondo me occorre azzerare tutto e ripartire; bisogna ricominciare con il commissariamento e nel frattempo ricostruire un partito che faccia una selezione rigorosa e vera dei candidati e della classe dirigente. A Roma non basta più neanche il commissariamento del Pd…».

Cosa intende?

«Il Pd a Roma va rifondato dalle radici. E lo dico da donna impegnata in politica che ama il suo partito. Mi dispiace perché Renzi ha tanti problemi, ma a Matteo non mancano coraggio e passione e sono convinta che si prenderà anche questo delicato compito di ricostruire il Pd romano. Noi siamo tutti pronti ad aiutarlo perché qui è in ballo la credibilità di tutta una classe politica e se permette, io non voglio essere mischiata o associata politicamente a chi si è fatto corrompere o ha scelto di essere parte di una sistema marcio. Ma attenzione…».

A cosa?

«Io non sto dicendo di buttare via il bambino con l’acqua sporca ma il problema è l’acqua sporca e quando le cellule tumorali vanno avanti, finiscono per attaccare anche quelle sane, cioè quanto di buono è stato fatto da persone che fanno politica con onestà e passione. Qui bisogna avere il coraggio di resettare tutto: si commissaria e si lavora tutti insieme, pancia a terra, a una candidatura e a un programma per di selezione rigidissima della futura classe dirigente romana, sia quella che se i cittadini lo vorranno, andrà a governare la città; sia quella che andrà a governare il partito romano. Non si può far finta di nulla: io ho fatto battaglie contro i mulini a vento, figuriamoci se adesso faccio l’ipocrita. Facciamo un atto estremo e mettiamo a testa bassa a ricostruire dalle macerie, come hanno fatto dopo l’alluvione a Firenze e Genova»

Lei già in campagna elettorale per le primarie aveva criticato i criteri di selezione della classe dirigente. Oggi cosa si sente di dire?

«Io due anni fa mi ritirai dal consiglio comunale a tre giorni dalla ratifica. Mi hanno accusato di codardìa, proprio io che avevo preso 4600 voti alle primarie, figuriamoci se avevo paura… A me faceva paura un Pd chiuso, ostico, cattivo, pieno di correnti e rancori. Certamente non potevo immaginare quello che poi l’inchiesta avrebbe tirato fuori, ma già allora avevo capito come venivano fatte le liste ovvero divise per correnti con un uomo e una donna di ogni corrente, tentando si schiacciare outsider come me. Io ho detto, ma che senso ha così? E ho preferito tornare al mio lavoro di insegnante»

Cosa risponde al senatore Raffaele Volpi che a Intelligonews dice: finita un’epoca, a Roma subito al voto?

«Dico che la Lega ha poco da sguazzare in queste cose, essendo già finita al centro di inchieste quali quella sui famosi diamanti dell’ex tesoriere. Lo stesso Salvini è uscito pulito da tutto ma all’epoca, politicamente, faceva parte del ‘cerchio magico’ bossiano. Tuttavia questo non esime da una valutazione sulle responsabilità politiche e morali a fronte di una selezione accurata della classe dirigente del Pd che è mancata a monte». 

Se Marino secondo lei dovesse accettare il commissariamento, Renzi come ne esce politicamente da questa vicenda?

«Deve azzerare tutto. Orfini ce l’ha messa tutta, ma non è congelando che le cose si risolvono. Qui non c’è da aspettare tanto, non si può congelare, bisogna agire. All’ultima direzione nazionale in molti mi hanno guardato male quando ho detto che bisogna stare attenti ed essere rigorosi sulla selezione dei capilista. Renzi mi ha sorriso forse apprezzando il mio pensiero, ma è la verità, c’è poco da fare. Altrimenti rischiamo di fare la fine della Moretti o della Paita che non sono state supportate da una classe dirigente locale adeguata, e magari a Roma se continuiamo così finisce che la gente vota un candidato di Salvini o di Grillo. Qui non c’è tempo da perdere»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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