Vertice di maggioranza: si scrive Letta si legge Monti. Ora Scelta Civica come “partito della maggioranza”

04 luglio 2013 ore 17:13, Fabio Torriero
Vertice di maggioranza: si scrive Letta si legge Monti. Ora Scelta Civica come “partito della maggioranza”
Si scrive Letta si legge Monti. Non è un gioco di parole, né la pretesa giornalistica di mettere in contrapposizione il premier con l’ex premier.
Ma la constatazione di un dato di fatto. In una prima fase Scelta Civica ha rischiato e in parte rischia ancora, di sacrificarsi fisicamente (ed elettoralmente) sull’altare della responsabilità e delle Larghe Intese. I sondaggi finora non sono stati generosi, anzi. Ma da qualche settimana a via Poli si respira un’aria nuova. Scelta Civica sta diventando la vera cerniera, la vera golden share dell’esecutivo. Basta confrontare i numeri. Oggi Letta nel corso della cosiddetta cabina di regia, alias vertice di maggioranza, ha indicato una road map per i prossimi mesi, invitando i partiti che reggono la sua maggioranza a programmare insieme gli obiettivi futuri, dal semestre Ue ai dossier sui provvedimenti legislativi, dall’abolizione delle province, dalla risoluzione del nodo dell’Imu alla riforma complessiva della tassazione sulla casa. Ebbene, la cabina di regia, il contratto di coalizione da scrivere collegialmente, sono tutte vittorie e conquiste di Scelta Civica e di Monti. Che non a caso nella sua conferenza stampa si è rallegrato del nuovo corso di Palazzo Chigi: “Domenica scorsa abbiamo avviato un’iniziativa politica, chiedendo un programma di coalizione più puntuale e nel vertice di oggi questa indicazione è stata recepita”. La stessa formula di governo delle Larghe Intese è stata chiesta da Scelta Civica “quando sia il Pd, sia il Pdl erano contrari”. Adesso occorre passare alla terza fase. Essere forza propulsiva per rendere sempre più omogenea e stabile la maggioranza. Scelta Civica come “partito della maggioranza”, in grado di stimolare Pd e Pdl altrimenti ostaggio dei falchi interni e delle loro continue prove “tecniche di strappo”; tentazioni demagogiche e elettorali che ogni tanto, di fronte alla gravità dei problemi e alla percezione della distanza tra Palazzo e società, riemergono. Ai danni del Paese. Come se non bastasse, i dati economici sono in risalita. Dimostrazione che le purghe del governo Monti hanno avuto un effetto non debilitante.
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