La parola della settimana: referendum!

04 luglio 2015, Paolo Pivetti
La parola della settimana: referendum!
Aspettiamo dunque il referendum greco. Non sarà una decisione pro tempore, ma una scelta una tantum con effetto sine die.
 

Ne uscirà un requiem aeternam per l’Europa e per l’Euro? Verrà messo in crisi o addirittura ribaltato ab imis fundamentis l’apparatus eurocratico?. Dispute se ne son già vissute quam satis, e con non pochi qui pro quo. 

Mai una voce super partes che stabilisse almeno ad interim un qualche modus vivendi. Haud dubie il dictat del Cancelliere tedesco, una sorta di primus inter pares europeo, che si comporta però come un dominus, appare netto: non darà hic et nunc il suo placet a nuovi finanziamenti, nemmeno pro bono pacis. Per concedere una proroga ai debiti, condicio sine qua non sono, sicut et simpliciter, serie riforme. 

Ma tranne qualche rara avis, non son giunti segni di serio ravvedimento, e tanto meno di mea culpa da parte dei Greci, che si rivelano, absit iniuria verbis, prodighe banderuole.

Di fronte all’aut aut che suona quasi come un ultimatum, Atene, sempre più isolata, sembra un sancta sanctorum dell’indecisione. Mutatis mutandis, il disprezzo ostentato da certa opinione greca verso la moneta comune sembra richiamare alla memoria l’esopico nondum matura est.

O tempora o mores! Addirittura c’è chi se la ride, dimenticando che risus abundat in ore stultorum come insegnano i saggi  ab antiquo. In compenso, non ostenta più atletica prestanza il Ministro delle Finanze ellenico: quam mutatus ab illo! Per lui rara virtus in omine longo sembra proprio una massima coniata ad personam.

Mala tempora currunt: in troppi sono ormai convinti che mors tua vita mea, e le occasioni per una moratoria, o quantomeno per un equilibrato do ut des, sembrano bruciate. Ma tutto questo cui prodest? Che resterà del naufragio? Rari nantes in gurgite vasto.

La situazione andrebbe affrontata ex novo; ma una soluzione sembra ancora in mente Dei.

In primis andrebbe individuato un nuovo iter per riaprire le trattative: forse non ipso facto, forse nemmeno hic et nunc. Qualcuno invoca un deus ex machina che ex abrupto sappia calarsi in medias res e trovare in loco, forse addirittura in corpore vili, le risposte ai problemi. Ma purtroppo, seppure obtorto collo, va proclamato ore rotundo che homo homini lupus. Tuttavia, attenzione: errare umanum est, ma perseverare diabolicum. Insomma: est modus in rebus, e in ogni caso in medio stat virtus.

Ma condicio sine qua non rimane pur sempre la volontà riformatrice, e casus belli fu proprio la sua assenza: nel mondo dell’Euro dura lex sed lex.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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