Il Colosseo di "Tod's" piace a Renzi: "Segnale strepitoso". Ma non per tutti

04 luglio 2016 ore 11:20, intelligo
Torna ai fasti imperiali l’anfiteatro Flavio, e per festeggiare si è svolta una festa al suo interno. Il Mecenate che ha permesso lo svolgimento del restauro è Diego Della Valle che ha patrocinato i lavori. La festa è stata fatta in occasione del termine della prima fase dei lavori 25 milioni di euro di cui 8 già spesi. Dopo tanto scetticismo, i romani hanno finalmente qualcosa di cui essere fieri. Si legge nel comunicato della Tod’s che “la prima fase dei lavori è giunta a compimento e ha riguardato il prospetto settentrionale e quello meridionale, pari a circa 13.300 mq di superficie e la sostituzione dell’attuale sistema di chiusura dei fornici con la realizzazione di nuove cancellate». Il piano degli interventi continuerà “con il restauro degli ambulacri, dei sotterranei del Colosseo, la messa a norma e l’implementazione degli impianti e la realizzazione di un centro servizi che consenta di portare all’esterno le attività di supporto alla visita che sono attualmente all’interno del monumento”. La pulizia è stata fatta con acqua nebulizzata, il passaggio sulla superficie con spazzole di saggina ha asportato progressivamente i depositi di sporco causati dallo smog ed dall’età. I numeri del lavoro pagato da Della Valle parlano di 10.150 metri quadri di superfici in travertino restaurati e di 1.700 chili di grassello di calce e inerti di vario colore e granulometria utilizzati per le stuccature. Il monitoraggio ha comportato 13 mila foto scattate per documentare
Il Colosseo di 'Tod's' piace a Renzi: 'Segnale strepitoso'. Ma non per tutti
il restauro stesso. Sono stati usati 1.200 metri di cancellate, telai e parapetti in ferro e sono stati censiti 81.895 elementi nei prospetti nord e sud del Colosseo. Durante i lavori ci sono stati anche dei ritrovamenti che ovviamente resteranno alla città di Roma. Il più importante è un bassorilievo di circa 60 cm di altezza. L’opera è presumibilmente di età Flavia. Ma ci sono anche bassorilievi risalenti agli ultimi anni del 1300 e raffiguranti il Cristo sull’altare con ai lati i due candelabri ardenti appartenuti alla confraternita del «Santissimo Salvatore ad sancta sanctorum». Inoltre sulla chiave di volta e sui due blocchi adiacenti dell’arco numero 65 sono state trovate tracce di tre targhe dipinte nel 1386. 
Da non dimenticare però che la politica che come al solito ha visto le scaramucce. Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri, sono indispettiti dall’ atteggiamento di Matteo Renzi e del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che si sono arrogati i meriti. A quest’ultimo soprattutto non hanno perdonato il sarcasmo con cui commentò nel 2011 l’affidamento da parte del governo Berlusconi e dell’amministrazione comunale all’epoca guidata da Gianni Alemanno dei lavori alle cure di Della Valle. Franceschini adesso se ne assume i meriti come se fosse stata un’idea sua. Alemanno dice anche che “se all’epoca la sinistra capitolina e italiana non si fossero messe di traverso l’opera di restauro sarebbe bella e completata” visto che tentarono ogni via per impedire l’avvio del progetto, anche con ricorsi al TAR. Franceschini oggi afferma: “le imprese italiane e straniere dovrebbero prendere esempio dai fratelli Della Valle”. Renzi invece: “oggi è un giorno di grande gioia per chi crede nei progetti che diventano realizzabili”.
autore / intelligo
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