Adinolfi: "A Torino vincono logiche massoniche e lobby gay. Ma il dramma è la risposta dei cattolici"

04 luglio 2016 ore 15:51, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Mario Adinolfi, leader de Il Popolo della Famiglia, commenta la scelta della neosindaca di Torino Chiara Appendino di cambiare la dicitura dell'Assessorato alla Famiglia con "alle Famiglie", al plurale. 

La decisione della neosindaca Appendino sta facendo discutere. Secondo lei il M5S si dimostra un movimento distante dai principi cattolici?

«Scegliere come assessore alla Famiglia il presidente di Arcigay Marco Alessandro Giunta e cambiare dicitura all’assessorato evidenzia il progetto di Chiara Appendino. Ho letto l’intervista a Repubblica del neo-assessore alla famiglia dove afferma che: “Non c’è nulla di naturale nella famiglia, come ricorda nel suo ultimo libro Chiara Saraceno”. Noi abbiamo una Costituzione che però recita il contrario. Le teorie arcigay definiscono famiglia tutto ciò in cui c’è amore tra le persone. Questo è proprio un errore concettuale, la famiglia parte da un dato sentimentale ma poi è assunzione pubblica di responsabilità nei confronti della società, un’assunzione di responsabilità rappresentata dai figli. Di qui l’atto pubblico del matrimonio che prevede la decisione di essere una stabile cellula del tessuto sociale. Non è casuale l’obbligo di fedeltà stabilito persino dalla legge per i coniugi. Anche nel ddl Cirinnà è stato deciso che il rapporto fondato sul concetto generico di amore non può essere considerato una famiglia. La famiglia è una sola. Il governo di questa realtà comprende 13.997.000 mamme e 13.997.000 papà che crescono circa 15 milioni di figli minorenni o maggiorenni ancora conviventi con mamma e papà. Quindi parliamo di circa 43 milioni di persone, ma il Parlamento italiano ha trascorso gli ultimi tre anni per costruire una legge incostituzionale a favore di 7.513 persone. Appendino dice: “Faccio tutto questo perché la realtà si è modificata”, ma la realtà la vogliamo vedere per come è o solo ideologicamente. Il suo è un passaggio ideologico che mira a distruggere la famiglia. Purtroppo molti grillini sono vittima di questa ideologia vecchissima che ha le sue origini nel 68».

Crede che su questa scelta abbia inciso la lobby gay di Torino?

«A Torino vincono delle spinte massoniche e una lobby gay forte. Il dramma è la risposta dei cattolici. Il Popolo della famiglia ha provato a porre una prima questione e i cattolici devono rispondere creando un soggetto politico autonomo. Al di là della nostra, non c’è stata una risposta del mondo cattolico, non c’è stata una voce. L’arcivescovo di Torino Nosiglia si è accorto di quanto è successo? L’unica parola che ho ascoltato da lui è che “era necessario dare lavoro alle donne”».

Adinolfi: 'A Torino vincono logiche massoniche e lobby gay. Ma il dramma è la risposta dei cattolici'
Molti cattolici hanno votato il M5S contro Renzi, per la logica il nemico del mio nemico è mio amico. Che appello si sente di fare a queste persone?

«E’ stato un errore colossale. C’è un 57% di cattolici praticanti che il giorno del ballottaggio sono usciti delle chiese per andare a votare i grillini che irridono l’eucarestia. Queste persone devono fare una riflessione seria, così come la devono fare i pastori. Non si può dare questa apertura di credito incredibile al M5S, immediatamente ricevuto in Vaticano, ci sono persino vescovi che hanno votato 5 Stelle. Qui è in gioco una questione enorme dal punto di vista antropologico. Nel Sinodo sulla famiglia che si è tenuto sei mesi fa tutti i vescovi riuniti hanno deciso che non ci può essere omologazione “neppure remota” tra famiglia naturale e queste unioni omosessuali. E’ una presa di posizione di sei mesi fa non del secolo scorso. Bisogna ripartire dalla difesa politica dei principi non negoziabili in un soggetto politico autonomo, il Popolo della Famiglia è stato questo passaggio che in un libro di Fabio Torriero ha definito la “solidarnosc italiana”. Quello in corso è un assalto alla radici popolari del nostro Paese . Non possono spiegarmi che Togliatti, Croce, Moro, Nenni, Iotti e De Gasperi devono essere sostituiti dai libri di Chiara Saraceno. Ne perderebbe tutto il pensiero italiano, non solo i cattolici».

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