Figli di papà troppo ricchi: i terroristi di Dacca "occidentali" e nichilisti

04 luglio 2016 ore 14:57, Americo Mascarucci
Incredibile ma vero. 
Gli attentatori di Dacca, quelli che hanno sparato, torturato e ucciso le vittime all’interno del ristorante Holey Artisan Bakery erano principalmente figli di famiglie benestanti, ragazzi che avevano studiato nelle migliori scuole. Figli di  docenti, alti funzionari dello Stato, medici, politici.
Ragazzi ricchi, certamente viziati, abituati a vivere nel lusso, nell’agiatezza, educati a diventare le migliori leve del Paese. 
Invece ecco che improvvisamente si sono trasformati in spietati assassini dopo essere entrati in contatto sui social con il radicalismo islamico. 
Stavolta non si tratta di storie di povertà, di giovani cresciuti nella miseria e nel degrado, che hanno scelto di abbracciare la causa Jihadista quasi per un senso di riscatto. 
No, stavolta i terroristi sono figli del benessere, della ricchezza, della cultura e del progresso civile. Ragazzi che a scuola sono stati educati a crescere all’occidentale. 
E’ la dimostrazione più evidente di come il radicalismo islamico non sia affatto un fattore economico e sociale ma quasi esclusivamente culturale. Non c’entra niente la povertà, non c’entra niente l’odio di classe, non c’entra niente il fatto che si possa essere nati o cresciuti in un ambiente più o meno integralista. Perché non erano certamente integralisti i genitori di questi ragazzi, che anzi rappresentano il Bangladesh occidentalizzato, il Paese che ha conosciuto il progresso e lo sviluppo grazie ai capitali dell’Occidente investiti nel mercato del tessile. 
Quello sviluppo e quel progresso in cui stavano dentro con tutti e due piedi i terroristi ventenni responsabili della strage di Dacca, giovani che entrati nel ristorante hanno ucciso proprio quegli occidentali che con il loro lavoro contribuivano ogni giorno allo sviluppo del Bangladesh, uccisi senza pietà perché colpevoli di non conoscere i versetti del Corano.
E allora forse il sospetto si fa realtà, forse la risposta all’integralismo islamico non è affatto l’affermazione della civiltà occidentale con i suoi valori nichilisti e liberali da cui i giovani terroristi di Dacca sono fuggiti diventando manovalanza dell’Isis e rigettando tutto il loro odio contro il simbolo di quell’Occidente considerato la causa di tutti i mali. 
Insomma se nel mondo occidentale i "figli di papà", i rampolli della società cosiddetta bene, i figli del benessere sono i primi consumatori di droga, nel mondo musulmano sono invece i primi potenziali kamikaze. 
La causa? Sarà forse banale ripetere che questa deriva è figlia del nichilismo e dell’assenza di valori? Figlia di quel pensiero unico che promuove i diritti individuali avanti a tutto e ad ogni costo, le pulsioni dell’io innanzi a qualsiasi regola di ordine etico e morale?
Sarà banale forse, ma questo tipo di società piaccia o no, in nome della libertà, sta sfornando mostri.  

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