Schiaffo 5S ad elettori "di destra": a Torino l'Arcigay ha "l'assessorato alle Famiglie"

04 luglio 2016 ore 17:09, Americo Mascarucci
E adesso che avranno da dire i cattolici che hanno votato Movimento 5Stelle ai ballottaggi?
La giunta comunale di Torino, guidata dal nuovo sindaco grillino Chiara Appendino ha deciso di modificare la dicitura dell'Assessorato alla Famiglia che sarà declinato al plurale:
Si chiamerà infatti "assessorato alle famiglie" intendendo ovviamente per "famiglie" le varie e diverse forme di unione. Naturalmente vi rientreranno anche le coppie gay.
"È un cambio di approccio, che segna il passaggio dal concetto di famiglia a quello plurale di famiglie. Non è solo una questione nominalistica, ma un atto politico che consiste nel dare un nome alle cose, a quelle realtà che già esistono e che non trovano un riconoscimento nemmeno nel linguaggio". 
Il neo assessore Marco Alessandro Giusta, ex presidente dell’Arcigay di Torino spiega così il senso dell'iniziativa: "Sarò l’assessore anche delle famiglie gay. Non c’è nessuna volontà di fare stravolgimenti. Semplicemente intendiamo assumere un approccio che porti progressivamente a dare un nome alle cose".
Come primo passo non c'è male.

Schiaffo 5S ad elettori 'di destra': a Torino l'Arcigay ha 'l'assessorato alle Famiglie'
Ecco che a poche settimane dai ballottaggi si conferma ciò che in tanti avevano denunciato ben prima del voto, ossia il rischio che da parte dei cattolici si compisse un'operazione di autentico autolesionismo: con il pretesto di "punire" Renzi per aver approvato la legge sulle unioni civili con il ricorso al voto di fiducia, tanti cattolici si sono recati alle urne votando, sia a Roma che a Torino i candidati 5Stelle, ignorando che avrebbero in pratica votato la stessa identica idea di società: un'idea fondata sul relativismo etico visto che i 5Stelle come il Pd renziano sono parte integrante di quel partito radicale di massa che punta ad imporre il pensiero unico nichilista e laicista basato sull'individualismo. 
Fra i pochi a lanciare l'allarme il direttore di Intelligonews Fabio Torriero che in un suo editoriale ha denunciato: 
"Come volevasi dimostrare: forse ai “cattolici di casa nostra” non interessano più la cultura, l’ideologia, il pensiero unico, la difesa concreta dei valori non negoziabili nella sfera pubblica (un errore del genere, quello di sottovalutare la cultura, già fu commesso dalla Dc e ne stiamo pagando le conseguenze); ma loro preferiscono la scissione tra la Messa (il Vangelo) e i comportamenti politici conseguenti; preferiscono restare ancorati ai vecchi schemi. Ancora ragionano in termini di destra e sinistra, liberismo e socialismo, nuovo-vecchio, moralizzatori-ladri.
Invece tornerò sull’argomento: Pd e 5Stelle pari sono. Al di là delle apparenze e dei ruoli (governo-opposizione), condividono lo stesso progetto laicista, la stessa deriva antropologica (aborto, eutanasia, legalizzazione delle droghe leggere, adozioni gay, matrimoni gay). I 5Stelle sono il nuovo Pci, la sinistra giacobina, Robespierre (hanno aggiornato la lotta di classe marxista, nell’odio verso le caste); e il Pd è il nuovo pentapartito (liberal-socialdemocratico). Se ne è accorto pure un leader (sconfitto a Torino) di vecchio lignaggio, come Fassino: “I grillini sono figli della lotta di classe e dell’invidia sociale”. Chi di lotta di classe colpisce (la storia del Pci), di lotta di classe perisce.
Ecco che da Torino arriva una prima conferma.  Il riconoscimento della famiglia omogenitoriale.
Nel programma di Chiara Appendino è prevista la modifica dello statuto della città, per introdurre il riconoscimento formale del concetto di "famiglia omogenitoriale". "E lo proporremo insieme - conclude l'assessore Giusta - Del resto non c’è nulla di naturale nella famiglia, come ricorda nel suo ultimo libro la sociologa Chiara Saraceno".
C'è da aggiungere altro?
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