Niente vaccino, niente asilo: è svolta nell'Emilia-Romagna di Bonaccini

04 luglio 2016 ore 23:59, Micaela Del Monte
La norma sui vaccini obbligatori per l'iscrizione agli asili nido arriva oggi in Giunta regionale dell’Emilia-Romagna e dal suo governatore Stefano Bonaccini. Dall’anno scolastico 2017-2018 i bambini che non sono stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie non potranno quindi frequentare gli asili nido pubblici.
"Abbiamo raccolto molti consensi" e anche il ministero della Salute "è interessato a seguire l'evoluzione della nostra iniziativa". Lo ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini che si dice sicuro della scelta, visto che il tasso di vaccinazione è sceso sotto 95%, dato "comunque ottimo", ma "indicato come la soglia al di sotto della quale i bambini che per motivi di salute non possono vaccinarsi". "Siamo la prima Regione a farlo e lo facciamo con convinzione”, ha spiegato il presidente della Regione durante una conferenza stampa. In verità anche Lombardia, Toscana e Marche, stanno da alcune settimane valutando provvedimenti analoghi, ma proprio da Bologna era arrivato il primo segnale con l’annuncio, alcuni mesi fa, di un provvedimento.

Niente vaccino, niente asilo: è svolta nell'Emilia-Romagna di Bonaccini
Il progetto di legge - all’articolo 6, comma 2 – introduce  il rispetto degli obblighi vaccinali per quelli già considerati obbligatori. Un apposito provvedimento della Giunta regionale darà attuazione a quanto disposto dal progetto di legge. 
Così all’inizio dell’anno 2017-2018 chi vorrà mandare i bimbi all’asilo pubblico dovrà essere in regola con i vaccini obbligatori di difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. “Il presupposto è chiaro – ha spiegato Bonaccini – abbiamo a cuore la salute dei bambini, a partire dai più deboli e dai più fragili. Dobbiamo tutelare i bambini immunodepressi, affetti da gravi patologie, malati di tumore: vaccinando tutti proteggiamo anche loro, che ne hanno ancora più bisogno”.
Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione, ha parlato di un provvedimento che riguarderà “tutto il sistema integrato dei servizi 0-3?. Una novità per la quale, a suo dire, stanno arrivando “plausi da ogni parte”, comprese le Regioni, come la Toscana e le Marche, che seguiranno il modello emiliano-romagnolo. La legge, però, non avrà effetto retroattivo: chi già è stato ammesso ai nidi e li frequenta, insomma, non dovrà dimostrare nulla in materia di vaccinazioni: “Presumiamo che la legge verrà approvata in settembre. Ci sarà un anno di tempo per adeguarsi e andare a regime. I nidi, come quelli privati, che però fanno gli inserimenti anche in corso d’anno, potranno giù mettersi in regola, ad esempio con le ammissioni di gennaio/febbraio”. Per “evitare appesantimenti burocratici”, in ogni caso, non saranno le famiglie a dover presentare i libretti vaccinali. Ci penseranno direttamente le Asl di riferimento.
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