Renzi "senza alternative sull'Italicum" prima della Direzione Pd (e snobba D'Alema)

04 luglio 2016 ore 15:36, Lucia Bigozzi
Pomeriggio di fuoco al Nazareno. E’ di scena la direzione del Pd, dopo il rinvio della settimana scorsa, e già ci sono alcuni paletti sui quali il “parlamentino” dem sarà chiamato a confrontarsi. Il primo, quello più pesante, lo ha messo direttamente il premier-segretario del partito che blinda l’Italicum al suon di “indietro non si torna, nessuna modifica”. E il messaggio suona come uno stop preventivo – l’ennesimo – alla minoranza interna del Pd che, invece, da Bersani in giù è tornata a “picconare” il testo della riforma elettorale sostenendo la necessità di correttivi. E non è un caso che proprio dalla sinistra, fino a poco tempo fa, nel Pd oggi capitanata da Stefano Fassina, leader di SI, arrivi la mozione calendarizzata a settembre con la quale si vuole rimettere mano alla legge ‘renziana’. E infatti a Renzi bastano due parole per chiudere la partita prima ancora che si apra: “Dibattito lunare”. Che applica all’Italicum ma anche a chi chiede – da dentro il partito – di separare la carica di premier da quella di segretario del Pd.
 
Renzi 'senza alternative sull'Italicum' prima della Direzione Pd (e snobba D'Alema)
Dunque per oggi i metereologi del Pd segnalano sotto il cielo del Nazareno, l’ennesima “resa dei conti”, “complice” anche il non certo entusiasmante trend elettorale conseguito dal partito alle recenti elezioni amministrative (su tutto pesa la vittoria dei 5S a Roma, ovvero la Raggi che batte il renziano Giachetti).
Ma nel novero delle questioni da sviscerare c’è, inevitabilmente, anche quella della strage fi Dacca con nove italiani morti e gli effetti della Brexit. Due temi non da poco. Se dunque il premier – come sembra – in Direzione richiamerà tutti alla massima compattezza in un momento delicato come l’attuale, non è detto che dall’altra parte della barricata, ovvero del partito, suonino la stessa musica. E tra i rumors che anticipano la riunione, c’è anche quello per il quale Renzi stopperà un eventuale pressing su rimpasti di governo, annessi e connessi. E a chi batte il tasto del doppio incarico, il premier-segretario replica secco: “Meglio una polemica in meno e una discussione sui contenuti in più. E’ un dibattito lunare quello sul mio doppio incarico...”. E sul referendum di ottobre che chiamerà gli italiani a dire sì o no al nuovo Senato nell’era renziana, l’inquilino di Palazzo Chigi spiega (in un’intervista su Sky) che la consultazione popolare lui la rifarebbe “subito, ma la data non dipende da me. Dipende dalla Corte di Cassazione e dai ricorsi successivi. Ragionevolmente direi a ottobre, se tutto va come deve tra il 2 e il 30”. 

E a chi lo accusa di aver “personalizzato” la battaglia referendaria, Renzi replica così: “Sono pronto a trarre le conseguenze, perchè sono un leader e non posso far finta di niente. Ma sono altri che vogliono personalizzare contro di me il referendum come elemento di battaglia politica interna”. A chi gli chiede di definirsi, lui - serafico - dice di sè: "Sono semplicemente un ragazzo semplice..."
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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