Dacca, Magdi Allam: “La strage in Bangladesh contro gli italiani. Perchè qui finora risparmiati"

04 luglio 2016 ore 15:26, Marco Guerra
“La strage in Bangladesh è stata contro gli italiani. Solo un ingenuo può continuare a chiedere l’insegnamento del Corano nelle scuole”. Magdi Allam, giornalista, scrittore ed esperto di scenari mediorientali, analizza per Intelligonews alcuni aspetti dell’attacco al ristorante di Dacca costato la vita a 20 persone, fra cui nove cittadini italiani. “Non ci attaccano qui perché siamo un porto franco, la porta di accesso per l’Europa”. 

L’obiettivo della strage di Dacca erano gli italiani o è stato scelto un locale frequentato da occidentali per tutto quello che rappresenta? 

Il fatto che si è colpito un locale che stesse a tre minuti a piedi dall’ambasciata italiana e nel mezzo del quartiere delle ambasciate, che dovrebbe essere sotto stretto controllo della forze dell’ordine, fa emergere che anzitutto c’è stata una grossa falla nella sicurezza. Il ministero dell’Interno del Bangladesh invece di dire che l’Isis non c’entra nulla – cosa smentita dalle rivendicazioni successive – dovrebbe spiegare perché c’è stata questa falla. Comunque è indubbio che questo attacco ha voluto colpire stranieri non musulmani e italiani in particolare, perché era noto che questo locale fosse frequentato abitualmente da italiani”.

Dacca, Magdi Allam: “La strage in Bangladesh contro gli italiani. Perchè qui finora risparmiati'
Sempre più spesso questi terroristi chiedono che venga recitato il Corano per distinguere i musulmani dagli infedeli…

Il dato conferma l’identità islamica di questo terrorismo dove solo i musulmani osservanti hanno diritto alla vita, la prova è la recita del Corano. La cosa deve farci aprire gli occhi e mi riferisco alle anime pie che in Italia e in Europa predicano addirittura l’insegnamento del Corano nelle scuole e la prolificazione delle moschee.”.

Finora l’Italia è stata risparmiata dagli attentati, dobbiamo iniziare a preoccuparci?

“L’Italia è stata risparmiata perché abbiamo consentito loro di infiltrarsi, di radicarsi, di mettere qui le loro basi per le cellule dormienti. Nel biennio 2014- 2015 abbiamo fatto entrare 330mila clandestini senza documenti e senza identificarli; questi provengono dalle coste libiche controllate dai terroristi islamici, soltanto un ingenuo può pensare che non ne abbiano approfittato per infiltrare loro uomini nei flussi migratori. Insomma, non ci vogliono colpire perché siamo il loro principale porto franco, il principale corridoio per dilagare nel resto dell’Europa”. 

Lo Stato islamico perde terreno in Siria e Iraq ma dimostra una grande capacità di azione in tutto il mondo. Sono colpi di coda di una bestia ferita?

Sono due ambiti diversi. Lo Stato Islamico a cavallo tra Siria e Iraq esiste perché è voluto dalla Turchia, dal Qatar e dall’Arabia Saudita. Paesi che beneficiano del sostegno degli Usa e dell’Ue all’insegna della priorità di abbattere il regime di Assad. Si fa distinzione tra gruppi islamici cattivi e buoni, le sigle legate ai fratelli musulmani sarebbero espressione delle resistenza ad Assad. Ma se ci fosse veramente la volontà internazionale di liberare quei territori, si potrebbe farlo in 24 ore. La verità è che ci sono interessi confliggenti tra i Paesi islamici che ho menzionato e la Russia che sostiene Assad e che combatte veramente il terrorismo. Le aree liberate sono tali grazie alla Russia e all’esercito regolare siriano che è sostenuto anche da Hezbollah, e questo ci fa meno piacere. Tuttavia, non c’è dubbio che il persistere dello Stato Islamico è dovuto alla volontà di Paesi che definiamo moderati, la Turchia la vorremmo addirittura in Europa. Quanto al terrorismo in casa nostra va combattuto sconfiggendo le cellule radicate nelle nostre città e sradicando la filiera di odio e morte propagandata in alcune Mosche; dobbiamo fermare il lavaggio del cervello che trasforma dei nostri connazionali e cittadini europei in robot della morte che massacrano altri cittadini europei”.

Quindi lei non vede un collegamento stretto tra le due realtà?

Sì, il collegamento c’è ma non è dello stesso tipo di quello che si può vedere in un esercito verticalizzato, dove c’è un generale che da ordini e dei soldati che seguono. Questa è una struttura orizzontale dove ogni tentacolo della piovra dai mille tentacoli è sostanzialmente autonomo. Poi c’è una testa, una cupola, che serve come orientamento ideologico e religioso, che dà delle direttive di massima su come colpire ma poi l’attentato sul territorio viene gestito in maniera autonoma”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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