Per un Conte che se ne va commosso, Tavecchio ricorda "il pre-partita con crisi mistica"

04 luglio 2016 ore 19:01, Lucia Bigozzi
Gli occhi di “ghiaccio” si sciolgono tra le lacrime e mister Antonio Conte diventa “umano”. Due giorni dopo l’effetto Germania sulla nazionale azzurra in corsa per gli Europei, l’allenatore raggiunge il suo 688esimo giorno in maglia azzurra, saluta e se ne va: altro giro, altra corsa. Stavolta l’attende il Chelsea. Ma prima di partire, ha un pensiero, un ricordo, un commento per ciascuno dei collaboratori e per i “suoi” ragazzi. “Oggi l’emozione è più forte di ieri: è il giorno dopo che realizzi che è davvero finita”, ha dichiarato prima di tornare in Italia per concedersi una sola settimana di vacanza e quindi volare verso il Chelsea. Ma la riflessione corre ancora alla performance degli azzurri sul terreno di gioco dove i tedeschi si sono imposti ai calci di rigore, e Conte ci tiene a sottolineare l’impegno dei giocatori nell’affrontare una sfida impegnativa e ovviamente il suo, come a dire che tutti quanti quella maglia della nazionale azzurra se l’erano cuciti addosso. 

Per un Conte che se ne va commosso, Tavecchio ricorda 'il pre-partita con crisi mistica'
Non a caso osserva: “Dispiace per i ragazzi, che hanno dato tutto, ma un obiettivo lo abbiamo raggiunto: adesso tutti ci rispettano”. E non senza una punta d’orgoglio aggiunge:
“Lasciamo una traccia importante che è rappresentata dal grande lavoro svolto. Abbiamo raggiunto l'obiettivo di essere rispettati da tutti e in questi quarti abbiano tenuto testa ai campioni d'Europa e del mondo in carica. Sono altresì convinto che la strada imboccata dalla federazione sia quella giusta per portare sempre più in alto i nostri colori. Adesso tocca a Ventura e gli auguro il meglio possibile”. Anche se non ha esitato nel dire di essersi sentito "solo contro tutti".

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma anche un po’ oltre, va il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, che in una conferenza stampa post-sconfitta con la Germania conferma di voler restare al proprio posto: “Anche a dispetto di qualcuno, finché potrò dare il mio contributo, disinteressato e senza compensi, sia chiaro”. Ma sul futuro della nazionale di calcio non si sbilancia trincerandosi dietro un prudenziale: “Le fondamenta ci sono, ora ripartiamo con Ventura”. E ai giornalisti che insistono sul suo rapporto - un pò burrascoso con Conte, il presidentissimo non ci gira troppo intorno: "Umanamente il distacco da un condottiero simile è notevole, ma Antonio è giovane, questo è solo un arrivederci e magari tornerà presto in Nazionale. E’ una persona splendida. Quando prepara le partite va in crisi mistica, non gli si può parlare. Ma ci mette una razionalità scientifica che ieri ha messo in difficoltà la Germania, i tedeschi non riuscivano a violare la nostra portaerei, nonostante avessimo truppe rimaneggiate”.
autore / Lucia Bigozzi
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