Stop scuola: domani Prof in piazza, lezioni a rischio. La mappa delle piazze "calde"

04 maggio 2015, intelligo
Stop scuola: domani Prof in piazza, lezioni a rischio. La mappa delle piazze 'calde'
Stop scuola. Domani è il d-day Prof con le braccia incrociate e lezioni a rischio. In campo Cobas e sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil) per contestare la riforma varata dal governo Renzi. Vediamo come e perché. 

SCIOPERO COME. L’astensione dal lavoro riguarderà le scuole di ogni ordine e grado. Contemporaneamente, nelle principali città, sono calendarizzati corteo e sit-in. Lo sciopero comprenderà l’intera giornata scolastica: a rischio i servizi, la cui regolarità nello svolgimento dipenderà dal tasso di adesione del personale alla manifestazione che ha carattere nazionale. Ad esempio, se l’adesione tra il personale Ata (ovvero i dipendenti dei settori amministrativo, tecnico e ausiliario) dovesse risultare elevata, si potrebbe prospettare la chiusura dell’istituto scolastico dal momento che non potrebbe essere garantita la vigilanza degli alunni all’interno delle scuole. Insomma, genitori e alunni lo scopriranno solo domattina, salvo comunicazioni degli stessi istituti. 

SCIOPERO DOVE. A Roma il corteo partirà da piazza della Repubblica per poi snodarsi lungo le vie del centro e concludersi a piazza del Popolo dove è attesto l’intervento dei leader dei sindacati confederali. Al Sud sono quattro le città dove si terranno le manifestazioni: Palermo, Catania, Messina, Enna, Siracusa e Ragusa. In Puglia, Bari gli organizzatori prevedono l’arrivo di ventimila persone. Manifestazioni e comizi anche in Sardegna a Cagliari, mentre al nord a Milano si ritroveranno manifestanti provenienti da Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino Alto Adige.

SCIOPERO PERCHE'. Il no riguarda le politiche educative al centro della riforma della scuola varata da Palazzo Chigi e sulla quale, proprio ieri Renzi ha fatto alcune aperture. In particolare, le critiche si appuntano sul ddl della ‘buon a scuola’, il ruolo nuovo con taglio manageriale assegnato ai presidi degli istituti scolastici e i test Invalsi. Ma nel mirino ci sono anche le assunzioni, 120mila, del personale precario della scuola. Per la leader della Cgil Susanna Camusso “la verità è che il governo non è in condizioni di farle per l’inizio dell' anno. E ha posto criteri assai discutibili che dividono in modo arbitrario i precari”. 
 
LuBi

autore / intelligo
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