Milano, Rizzo: “I Black Bloc un rito che sistema gestisce e fa esplodere. Minoranza Pd se la fa sotto"

04 maggio 2015, Marco Guerra
A poche ora dal voto sull’Italicum, il segretario del Partito Comunista, Marco Rizzo, smorza i toni trionfalistici
Milano, Rizzo: “I Black Bloc un rito che sistema gestisce e fa esplodere. Minoranza Pd se la fa sotto'
che accompagnano l’approvazione della nuova legge elettorale e, parlando ad IntelligoNews, punta il dito contro la minoranza del Pd.

Rizzo ci siamo, stasera viene votato l’Italicum dopo un fine settimana di passione all’insegna delle  contestazioni degli insegnanti a Bologna  e le devastazioni dei black bloc a Milano. Siamo alla vittoria finale di Renzi?


“Ma io non parlerei di vittoria di Renzi, i limiti della politica sono ormai abbastanza chiari. La politica sta su dei binari prestabiliti e può esercitare uno scarso potere quando si tratta di scelte importanti in materia di difesa, economia, politiche sociali... Il vero potere è esercitato dalla Bce, dall’Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale. Dopo di che, dentro questo spazio ristretto, Renzi si muove con piglio autoritario. Ma gioca facile perché l’opposizione interna, che nel giro di sei mesi da maggioranza del Pd è diventata minoranza, esprime solo un’idea di dissenso senza avere il coraggio di esercitare alcuna rottura, diciamo la verità…se la fanno sotto!”

Forse perché voglio cambiare le cose dall’interno del partito, fuori dal Parlamento in questo momento non sembrano esserci spazi. Anche lo stesso Prodi ieri ha fatto rientrare tutte le polemiche con Renzi…

“Sono uomini deboli, non esiste un progetto alternativo, la pensano tutti allo stesso modo. Vengono messe in dubbio le prese di
posizione individuali dei Prodi e dei Bersani, non delle visioni della società. Su quali basi, quindi, dovrebbe avvenire uno strappo? Quando mancano i grandi ideali se le danno di santa ragione gli esponenti di spicco dello stesso partito perché la logica è il mio posto contro il tuo. È la politica del ‘tengo famiglia’ e degli interessi personali”.


La contestazione vera quindi è lasciata nelle mani sparute minoranze o di singoli gruppi di interesse, come è successo in questo fine settimana con le dimostrazioni dei professori e le devastazioni del black bloc?


“Distinguiamo le due cose, le contestazioni della scuola mettono il dito nella carne viva del corpo degli insegnati colpito da una serie tagli e di riforme sbagliate. Insomma gli insegnati sono il simbolo del ‘se non adesso mai’, ma le loro contestazioni vengono poi fatte rientrare nell’alveo della concertazione del sindacato che chiede solo semplici modifiche. I black bloc sono invece diventati un rito che il sistema lascia gonfiare e preparare per poi farlo esplodere in determinate situazioni”.

Secondo lei gli autonomi che hanno devastato Milano sono orchestrati dal sistema? 


“No, non dico questo, almeno non direttamente. Vede prima il sistema si adoperava a gestire il consenso. Ora, in questi tempi crisi, il sistema è più impegnato a controllare il dissenso, anche perché non ci sono più le stesse possibilità di elargire benefici a determinate classi  o gruppi per garantirsi il consenso.  Dunque,  il sistema usa queste violente contestazioni come un vaccino per prevenire la grande malattia, ovvero la rivoluzione, infatti la gente in questi casi si indigna e si stringe alle istituzioni. In pratica, i grandi fiumi della protesta vengono indirizzati verso dei rivoli ideologicamente inconsistenti. Ad esempio Podemos in Spagna potrà anche vincere le elezioni ma non propone un progetto realmente alternativo all’attuale sistema di sviluppo. In Italia, grandi industriali e gli Stati Uniti hanno pompato Grillo nelle settimane precedenti le elezioni politiche per questo motivo. Al sistema fanno comodo 700 black bloc che vandalizzano alcune strade di Milano. Si lascia fare il tumulto per evitare la rivoluzione. Scusi ma lei ha mai visto un anarchico cambiare il mondo? Negli ultimi due secoli l’unica ideologica che ha veramente rivoluzionato il mondo è stata il comunismo”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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