Scuola, Prestipino (Pd): “Dai sindacati campagna 'terroristica'. Caro Morra, la riforma non è un camouflage”

04 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Scuola, Prestipino (Pd): “Dai sindacati campagna 'terroristica'. Caro Morra, la riforma non è un camouflage”
“Scioperare è un diritto sacrosanto ma a chi lo farà dico di informarsi bene e di non credere alla campagna ‘terroristica’ dei sindacati o alla controinformazione che gira sui social network”. Da insegnante prima e poi da esponente del Pd nazionale che ha lavorato alla ‘buona scuola’, Patrizia Prestipino nell'intervista a Intelligonews respinge le accuse al mittente e spiega perché lei domani non sciopera. Con un messaggio chiaro a colleghi e sindacati che, invece, scenderanno in piazza. 

Cosa dice ai suoi colleghi che domani scioperano contro la ‘buona scuola’?

«Posso dire loro che scioperare è un diritto sacrosanto ma è un diritto anche informarsi bene. Direi loro di non credere solo alla campagna che definirei ‘terroristica’ che stanno portando avanti organizzazioni sindacali e contestatori: di non cedere alla
controinformazione che gira in forma virale sui social network; un’informazione poco corretta su temi che non esistono nel ddl ‘buona scuola’. Gli direi infine che io non sciopero non solo perché credo nella ‘buona scuola’ ma penso anche che quando le cose vanno cambiate occorre farlo, agire, non conservare un’aurea mediocritas bensì fare in mondo che cominci a prevalere il merito dei ragazzi che hanno diritto a una formazione scolastica di qualità ma soprattutto dei docenti che non possono essere più considerati tutti allo stesso modo perché ci sono insegnanti che per competenza, qualità e vocazione sono migliori di altri, oppure hanno più voglia di lavorare nella scuola. Ecco, tutto questo permetterà ai dirigenti scolastici che diventeranno una sorta di “sindaco” della comunità scolastica, di scegliere quelle che sono le oggettive qualità dei docenti per poi affidare loro le classi che hanno maggiore bisogno. L’etica della responsabilità, la responsabilità del preside che sceglie, significa andare avanti, innovare. Basta col volemose bene o va tutto bene madama la marchesa quando non è così perché la scuola vive momenti di arretratezza, sta nel pantano dal quale questo provvedimento vuole tirarla fuori. E lo dice una che lavora nella scuola da vent’anni. Oggi c’è bisogno di un colpo d’ala e questo provvedimento rappresenterà sicuramente uno scossone. Certo, tutto è perfettibile, ma intanto cominciamo insieme, poi in fieri potremmo aggiustare, togliere o aggiungere, ma se non si parte mai, la scuola anziché il luogo del merito rischia di diventare il luogo della rassegnazione».

Nell’intervista a IntelligoNews, il suo collega insegnante Morra, senatore dei 5S, definisce la riforma della scuola un “camouflage”. Cosa risponde?

«Morra è esponente dei 5S, quindi cosa c’è da aspettarsi da una forza politica che sta all’opposizione e che tutto pare fuorchè responsabile? Basta guardare come si sono tirati indietro sull’Italicum, figuriamoci se possono intervenire in modo costruttivo sulla ‘buona scuola’. Morra facesse il senatore e valutasse un provvedimento che per volontà di Renzi è diventato da decreto disegno di legge. Morra facesse il suo mestiere quando la legge arriverà in Senato e vediamo cosa uscirà dai 5S che finora, si sono mostrati bravi a parlare ma poi sui fatti… troppo facile così. La scuola riguarda tutti: sinistra, destra, centro, riguarda giovani, meno giovani e anziani. I 5S facessero la loro parte magari sapendo un po’ più di scuola. Il provvedimento della ‘buona scuola’ rappresenta il primo vero, grande banco di prova per mettere in risalto il merito. Eppoi vogliamo scordarci che oltre centomila precari delle cosiddette graduatorie a esaurimento con questa legge verranno assunti? Invece cosa si fa? Si sciopera contro 120mila assunzioni… I colleghi più preoccupati, ovvero quelli di seconda e terza fascia, se non entrano oggi avranno la possibilità e il diritto, con il titolo abilitante che hanno e l’esperienza maturata sul campo, di partecipare a un concorso riservato a loro, agli abilitati, quindi non dovranno vedersela nemmeno con le migliaia di neo-laureati. Ora: immagino che con il loro titolo di abilitazione e con l’esperienza acquisita in questi anni, se nono bravi per loro superare il concorso non sarà certo un problema e nel 2016 avranno la possibilità di entrare di ruolo, dopo anni di ‘purgatorio’»

Da insegnante e membro del Pd nazionale, la contestazioni dei precari della scuola a Renzi durante la festa dell’Unità che effetto le ha fatto?

«Posso dire una cosa?».

Prego.

«Devo ancora vedere un presidente del Consiglio che riceve in jeans e maniche di camicia sette persone che hanno manifestato la loro protesta. Renzi lo ha fatto incontrando quei precari e confrontandosi con loro per mezzora. Penso non lo abbia fatto nessun altro prima d’ora, quindi non mi pare che Renzi sia uno che non ascolta. La contestazione di per sé è un atto legittimo ma andare a farlo alla festa del Pd e contro il Pd mi è sembrato invasivo. Tuttavia, Renzi ha saputo dare una risposta di grande apertura e responsabilità».

E sulla stretta di mano Renzi-Prodi dopo le polemiche per la mancata citazione all’inaugurazione dell’Expo che ne pensa?

«Mi pare che tra i due in passato non ci sia stato troppo amore reciproco a giudicare dalle loro dichiarazioni. Va anche ricordato che Prodi di recente ha fatto una critica neanche troppo velata a Renzi preferendogli il governo di Enrico Letta. Sono schermaglie politiche cui abbiamo sempre assistito. Se c’è stata una stretta di mano ben venga, entrambi sono una risorsa per il Paese, uno più giovane, l’altro di meno, ma se collaborano per il bene dell’Italia è un fatto positivo, ma anche per l’Europa visto che Prodi è particolarmente ferrato in materia. Spero che la stretta di mano sia una sorta di lasciapassare per Prodi a collaborare alle tematiche più urgenti che riguardano l’Europa»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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