Niente "norma anti-M5s": la legge sui partiti salva il "non statuto" di Grillo

04 maggio 2016 ore 7:57, Adriano Scianca
Sparisce la “norma anti M5S” dalla legge sui partiti. Il relatore, Matteo Richetti (Pd), ha presentato in Commissione Affari costituzionali alla Camera un testo unificato delle varie proposte di legge, in cui è stato eliminato il passaggio che escludeva dalle elezioni i partiti senza statuto, prevista dalla pdl ufficiale del Pd a prima firma Lorenzo Guerini. Una norma che era stata vista come “punitiva” nei confronti del solo Movimento 5 Stelle, che come noto ha un “non statuto”. Il testo presentato in commissione Affari costituzionali della Camera è frutto di un lungo dibattito e di ben 18 proposte di legge presentate da tutte le forze politiche. 

Niente 'norma anti-M5s': la legge sui partiti salva il 'non statuto' di Grillo
Il testo di Richetti prevede che i partiti che hanno uno statuto e che sono iscritti all’apposito registro possano beneficiare del 2 per mille, mentre i movimenti potranno limitarsi - al momento delle elezioni - a presentare una “dichiarazione di trasparenza”, che indica degli “elementi minimi”, ovvero “il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato e la sede legale nel territorio dello Stato”, “gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione nonché le relative attribuzioni”, nonché “le modalità di selezione dei candidati per la presentazione delle liste”. L’esclusione dalle elezioni scatterà solo nel caso in cui non verrà presentata questa dichiarazione di trasparenza. Inoltre i partiti iscritti nel registro dovranno avere sul proprio sito internet uno spazio in cui sono pubblicati i bilanci, oltre naturalmente allo Statuto e agli organi interni. 

I movimenti, invece, dovranno pubblicare “le procedure richieste per l’approvazione degli atti che impegnano il partito, movimento o gruppo politico organizzato, e il numero, la composizione e le attribuzioni degli organi deliberativi, esecutivi e di controllo, le modalità della loro elezione e la durata dei relativi incarichi, le modalità di selezione delle candidature nonché l’organo comunque investito della rappresentanza legale”. Inoltre tutti gli iscritti a partiti o movimenti avranno il diritto di conoscere chi sono gli altri iscritti: la relativa anagrafe non sarà on line, per ragioni di privacy, ma dovrà essere consultabile dagli iscritti. 

La legge prevede anche l'obbligo di pubblicità per "le erogazioni di finanziamenti, contributi e servizi di importo superiore ad euro 5.000 percepite nel corso di ciascun anno". Pubblicità che non vale in caso di "finanziamenti direttamente concessi da istituti di credito o da aziende bancarie, alle condizioni fissate dagli accordi interbancari". Inoltre per le erogazioni di importo compreso tra 5mila e 15mila euro serve il consenso del soggetto erogante. I finanziamenti su cui c'è obbligo di pubblicità riguardano non solo i partiti ma anche: gruppi parlamentari; membri del Parlamento nazionale, membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia; consiglieri regionali, metropolitani, provinciali e comunali; candidati, titolari di cariche di presidenza, di segreteria e di direzione politica e amministrativa nei partiti o movimenti politici a livello nazionale, regionale, metropolitano, provinciale e comunale. 
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