La mole diventa granata in memoria del Grande Torino. Quel 4 maggio del 1949...

04 maggio 2016 ore 12:18, Andrea Barcariol
La Mole Antonelliana oggi, per la prima volta, si colorerà di granata. E’ l’omaggio della città al Grande Torino nel 67° anniversario della tragedia di Superga, un evento che, il 4 maggio del 1949, sconvolse non solo il mondo del calcio ma tutta l'Italia. Un disastro aereo che ha trasformato la collina sopra Torino in una metà di pellegrinaggio, in qualunque giorno dell’anno. «Il Torino non c’è più. Scomparso, bruciato, polverizzato …». Scrisse su La Stampa del 5 maggio 1949, il breve Vittorio Pozzo che era stato, allenatore, poi commissario tecnico della Nazionale due volte campione del mondo, da sempre padre putativo della squadra granata e autorevole opinionista del quotidiano. La vestizione di granata del monumento simbolo della città sarà solo uno degli appuntamenti per ricordare la squadra italiana più forte di tutti i tempi. Prevista anche la consueta processione laica al colle con la  la prima messa “granata” celebrata da don Riccardo Robella, il 44enne viceparroco di Nichelino che raccoglie una pesante eredità, quella di don Aldo Rabino, il cappellano del Toro scomparso improvvisamente nell’agosto scorso. Poi, dopo la funzione religiosa, il ricordo dei caduti, con la lettura dei 31 nomi da parte del capitano odierno, il difensore polacco Kamil Glik.

La mole diventa granata in memoria del Grande Torino. Quel 4 maggio del 1949...
Il sindaco di Torino Piero Fassino, accompagnato dal presidente della Fondazione Filadelfia, invece ha fatto visita al cantiere dello stadio in costruzione in via Giordano Bruno e ha voluto ricordare il grande Torino: “Una squadra - che ha lasciato un solco indelebile nella storia del calcio, di Torino e dello sport italiano. Il 4 maggio è la giornata simbolo del popolo granata, ma anche di tutto il mondo sportivo - ha spiegato Fassino - Quei ragazzi erano il simbolo della rinascita italiana dopo le nefaste vicende della seconda Guerra mondiale, da cui il nostro Paese era uscito distrutto nel morale e nei rapporti internazionali. Le gesta sportive del Grande Torino furono una riscossa italiana. Una squadra amata in tutto il mondo e da cui ogni cittadino italiano si sentiva rappresentato. Un legame indissolubile tra i tifosi e quella squadra che verrà ancor più rinforzato con il nuovo Filadelfia”. Il primo cittadino si è detto molto soddisfatto per l’impianto i cui lavori si concluderanno il 17 ottobre, in occasione dell’anniversario della nascita dell’impianto. Nelle scorse settimane la Città ha intitolato lo Stadio Olimpico al Grande Torino.

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