Effetto Cuba, papa Francesco "media" col Venezuela di Maduro per evitare il default

04 maggio 2016 ore 11:25, Lucia Bigozzi
Da Cuba al Venezuela: papa Francesco è di nuovo al lavoro (diplomatico) per cercare di chiudere un’altra crisi, molto grave per tutta l’America Latina: il Paese, stavolta è il Venezuela, piegato da una crisi devastante sotto il profilo economico e politico, tanto da essere considerato dalla comunità internazionale a un passo dalla bancarotta. Un default annunciato, che adesso pare davvero imminente, con risvolti disastrosi per la popolazione che di certo non “naviga nell’oro”. Per questo il pontefice ha deciso di passare all’azione, esattamente come ha fatto nella lunga tessitura della tela che poi ha portato gli Stati Uniti a rimuovere l’embargo su Cuba. 

Effetto Cuba, papa Francesco 'media' col Venezuela di Maduro per evitare il default
Stavolta, papa Francesco ha scritto al presidente del Venezuela Maduro. Lettera riservatissima, come si può ben comprendere, tanto che nemmeno il governo ha deciso di rendere pubblica. Indizio interessante che rimanda al contenuto del messaggio del papa per la risoluzione del grave problema venezuelano.
Ma cosa ha spinto Francesco a “metterci la faccia”? In sostanza, la grande preoccupazione per il futuro di un Paese che come il Brasile rappresenta un cardine importantissimo per mantenere in equilibrio l’America Latina. L’economia venezuelana si regge per lo più sull’esportazione di idrocarburi ma il crollo del prezzo del petrolio ha causato una sorta di effetto domino che ha “rallentato” la locomotiva economica in un Paese dover per la prima volta negli ultimi due decenni il prezzo della benzina stato fatto salire fino al 6.000 per cento, proprio su decisione del presidente Maduro. Particolare, che è facile ritenere, sia tra le righe della missiva a Maduro che ha già assunto provvedimenti drastici per tentare di arginare il default: si parla di svalutazione della moneta o revisione dei prezzi dei prodotti, la riforma del sistema alimentare. In questa fase, i dipendenti pubblici lavorano solo due giorni a settimana e la luce elettrica – secondo quanto riportano i quotidiani online – in alcune zone comincia a essere contingentata. E tutto a discapito della parte più povera della popolazione. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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