Negazionismo, Fiano (Pd): "Molto pericoloso il web, lo dico per le minacce e gli insulti che ricevo"

04 maggio 2016 ore 13:08, Andrea Barcariol
Intervistato da Intelligonews, Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico, parla del disegno di legge, approvato ieri dal Senato, che introduce nell’ordinamento italiano l’aggravante di negazionismo.

Ci sono state polemiche in Senato sul ddl anche per le modalità del voto in aula, non sul testo discusso ma sull’emendamento sostitutivo del provvedimento. Come giudica questo disegno di legge?

«Si tratta di un aggravante della legge Mancino, già prevista nel nostro ordinamento. Il Parlamento ha scelto di percorrere questa strada attraverso un provvedimento importante, praticamente già presente in tutti i Paesi europei. Oggi, davanti a questa grande ondata migratoria, ci troviamo di fronte al crescere di sentimenti discriminatori violenti. Le giovani generazioni devono sapere ciò che è accaduto in passato, parliamo di fatti assolutamente documentati. Non si tratta solo della Shoah, ma anche di altri eventi storici come il genocidio degli armeni o vari stermini in Africa. Bisogna far capire loro  a cosa possano portare i comportamenti razzisti. Su questo si è instaurata una polemica legittima che si riferisce alla necessità di controbattere alle falsificazioni della storia con argomenti scientifico-culturali. Io credo che bisogna considerare il fatto che stanno crescendo le istigazioni verso condotte discriminatorie».

A cosa fa riferimento in particolare?

«Lo dicono tutte le statistiche sugli atti di antisemitismo in Europa. Sono in aumento gli atti razzisti, discriminatori e violenti rispetto a chi è considerato diverso».

Negazionismo, Fiano (Pd): 'Molto pericoloso il web, lo dico per le minacce e gli insulti che ricevo'
La preoccupa anche la crescita dei partiti di estrema destra in Europa?


«Non voglio confondere i partiti politici con gli estremisti violenti. Considero pericoloso in particolare il web, glielo dico per esperienza diretta per la quantità di minacce e insulti che ricevo. Penso sia necessaria quindi una risposta che arriva dalla società, non individuando un reato isolato ma basandoci su una legge già esistente».

Quagliarello ha detto: “In questo modo si introduce un reato di opinione del quale nessuno sentiva il bisogno”. Cosa replica?

«Chi pensa che in Italia non esistano i reati di opinione non conosce le leggi di questo Paese. A loro vorrei dire che già nell’incipit della Costituzione si individua il divieto di ricostituzione del partito fascista e la Legge Scelba del 1952 parla di apologia del fascismo. Si tratta quindi di un reato di opinione. Dopo la legge Scelba arrivò la Legge Mancino, noi siamo nel solco di queste leggi, abbiamo solo aggravato i limiti. Vorrei anche sottolineare che queste aule parlamentari sono le stesse nelle quali nel 1938 furono approvate le leggi razziali. Questa è una certezza storica. Noi abbiamo la consapevolezza storica di questo atto che fu propedeutico alla deportazione e poi allo sterminio di circa 8.500 ebrei italiani».




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