Marchini su canne, Meluzzi: “Quante sciocchezze da Saviano: confonde chimica del cervello e mafie"

04 maggio 2016 ore 15:33, Micaela Del Monte
"Credo che non basti aver scritto un libro che ha avuto successo per poter dire al mondo quello che è bene e quello che è male". Così lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi nell'intervista a IntelligoNews ha risposto allo scrittore Roberto Saviano dopo il battibecco con Alfio Marchini in merito alla dichiarazione sul figlio del candidato sindaco di Roma, diventata virale sui social.

Marchini su canne, Meluzzi: “Quante sciocchezze da Saviano: confonde chimica del cervello e mafie'
Marchini ha detto che suo figlio è uscito dal coma grazie al fatto che non si è mai fatto una canna. Le parole del candidato sindaco di Roma hanno creato scalpore virale. Come e quanto l'uso di queste sostanze incide sul cervello?
 

"L'effetto di queste sostanze è devastante soprattutto perché il tetraidrocannabinolo, principio attivo delle così dette droghe leggere, è un psicodislessico, ovvero è una sostanza che ha un'azione sui neurotrasmettitori del cervello simile agli allucinogeni che quindi produce una distorsione spaziotemporale, un rallentamento dei riflessi e superata una certa dose anche un effetto psicoticizzante esattamente come l'Lsd. Se poi ad esempio qualcuno ha una predisposizione genetica queste sostanze favoriscono una slatentizzazione della psicosi e possono favorire l'esplosione di una crisi psicotica, maniacale e dissociativa. Si tratta quindi di potentissime sostanze chimiche che manipolano e cambiano le funzioni del cervello. Quello che ha detto Marchini è assolutamente corretto, un cervello fortemente provato dall'uso di sostanze stupefacenti può produrre degli effetti assolutamente devastanti anche dal punto di vista anestesiologico e della rianimazione. Se fossi un medico rianimatore preferirei trovarmi di fronte un cervello integro ancorché traumatizzato da un trauma cranico piuttosto che un cervello decotto da sostanze chimiche. E' una cosa ovvia e direi che non ha niente a che vedere con ideologie, è una cosa che capirebbe anche un bambino. Non capisco come si possa ritenere che un cervello o un fegato affetto da sostanze stupefacenti o alcool possa funzionare meglio di un organo sano. Mi sembra un'ovvietà lapalissiana".

Le risulta che la qualità e la quantità di cannabinolo nelle canne di oggi sia diversa da quelle di una volta?

"Assolutamente sì. Si è notato nel cannabinolo dell'hashish di oggi che, secondo gli esperti di tossicologia, ci sono da 20 a 25 volte dosaggi in più rispetto ai prodotti che circolavano anni fa. Sono dei livelli altissimi e questo avviene per una serie di ragioni di mercato, di chimica, di linee di produzione. Quindi sì, l'hashish di oggi non è come quello di una volta, è decisamente più efficace".

Saviano ha scritto che Marchini in questa maniera ha unisce disinformazione, proibizionismo e ignoranza, che sono i veri alleati delle mafie. E' d'accordo oppure la vera alleata delle mafie è l'ignoranza e la disinformazione in cui si ritrovano i ragazzi che non sanno realmente cosa contengono le canne? 

"Credo che non basti aver scritto un libro che ha avuto successo per poter dire al mondo quello che è bene e quello che è male. Quindi non basta gridare contro la mafia, che è una cosa ovviamente giusta, e poi dire qualsiasi stupidaggine. In questo caso lui ha utilizzato questo titolo di merito per dire grossissime sciocchezze. Non capisco in cosa consista questa disinformazione e cosa significhi proibizionismo. Forse che sarebbe una cosa buona che lo Stato distribuisse a tutti dosi massicce di cocaina, di eroina o di tetraidrocannabinolo per smaltire le mafie? Facciamo che le distribuiamo gratis in maniera che nessuno la debba comprare? Forse i cervelli sarebbero meno danneggiati da una cocaina regalata dallo Stato piuttosto che da una venduta dalla mafia? La risposta non è difficile da comprendere. Uccide sia l'eroina di Stato, sia quella della mafia, sia quella coltivata direttamente dal produttore di oppio, perché l'effetto dell'eroina sul cervello è sempre la stessa. Come quella dell'hashish, della cocaina e dell'ecstasy, a prescindere da chi la venda. Quindi farebbe bene Saviano a non confondere ragionamenti sulla mafia con la chimica del cervello perché è un artificio retorico grottesco".

Cosa direbbe lei oggi ai giovani che cadono nei tranelli ideologici e che sottovalutano le canne e quello che viene dopo?

"Io direi a questi giovani che dovrebbero imparare a godersi la vita, quindi dovrebbero imparare a provare piacere dai rapporti personali, dall'eros, dal sesso, dall'amicizia, dal gioco, dalla festa, dall'allegria, dal lavoro, dallo studio. Insomma, dovrebbero imparare a trarre piacere dalle cose della vita che danno piacere. Inebetirsi non dá questo risultato, anzi, è un modo per riuscire a non provarlo più. Quindi qui il tema non è proibizionismo sì, proibizionismo no. Il problema non è mafia sì, mafia no e non è neanche ideologia sì o ideologia no. La questione è verità o falsificazione, è il fatto che questa cultura dello sballo, che poi arriva anche ad abusare di sostanze legali come l'alcool, e che fa dire ai ragazzi che escono il sabato sera che se non vomitano non si divertono, è un pensiero che fa appunto vomitare". 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]