Caso Marchini, Pivetti (LN): "Sbaglia Saviano. Ci sono 'cattivi maestri’ che vogliono gioventù passiva"

04 maggio 2016 ore 16:12, Lucia Bigozzi
“Chiamare proibizionismo una posizione di chiusura nei confronti della droga è tendenzioso in sé perchè la droga uccide e non è proibizionismo impedire che la gente venga uccisa, è chiedere di difendere la popolazione”. Netta l’analisi di Irene Pivetti, capolista della Lega a Roma sulla querelle del giorno: le canne. Tutto partito dalle dichiarazioni di Marchini e dalla replica di Saviano. L’ex presidente della Camera nell’intervista con Intelligonews ne ha per Saviano ma punta il dito anche contro “i cattivi maestri che vogliono una gioventù passiva”. 

Che idea si è fatta del caso Marchini? E qual è la vostra posizione sul proibizionismo?

«Io sono fermamente contraria a qualsiasi tipo di stupefacente, comprese le droghe leggere perché non esistono droghe leggere. E’ veleno per il nostro cervello ed è un inganno indurre le persone a credere che droghe del genere non facciano male: uccidono le cellule cerebrali tanto quanto le altre, solo che impiegano più tempo»

Caso Marchini, Pivetti (LN): 'Sbaglia Saviano. Ci sono 'cattivi maestri’ che vogliono gioventù passiva'
E sulla vicenda Marchini diventata virale sui social che idea si è fatta? 

«Registro un clima di intolleranza nei confronti di qualunque ragionamento critico nei confronti delle droghe e questo lo trovo inaccettabile»

Saviano che twitta “Marchini e il figlio salvo dal coma perchè non si è mai fatto canne. Ignoranza, disinformazione e proibizionismo: i veri alleati delle mafie” cosa le dice? 

«Il proibizionismo è un periodo storico americano che riguardava gli alcolici. Chiamare proibizionismo una posizione negativa e di chiusura nei confronti della droga è tendenzioso in sé perchè la droga uccide e non è proibizionismo impedire che la gente venga uccisa, è chiedere di difendere la popolazione. Quanto al sillogismo che mi pare Saviano abbia proposto, dico che me lo deve spiegare perché in tutto il mondo è la mafia che traffica con la droga e non capisco perché impedire l’uso della droga farebbe il gioco della mafia; lo considero un ragionamento tendenzioso».

Gli addetti al ramo sentiti da Intelligonews come Bruzzone e Meluzzi, lanciano l’allarme sugli effetti anche di una sola canna e su casi di demenza in qualche modo collegati a un precedente uso di cannabis. C’è disinformazione tra i ragazzi? Qual è la sua valutazione? 

«Sono i medici di tutto il mondo che lo dicono. Oggi per fortuna c’è una maggiore sensibilizzazione specialmente nelle scuole e tuttavia c’è anche una parte cospicua di ‘cattivi maestri’ che ha interesse quanto meno ad avere una gioventù passiva, profondamente distratta e disorientata e allora, dicono, lasciamo che si facciano le canne così trovano una via di fuga dalle preoccupazioni senza risolvere i problemi e facendosi del male. Oppure questi ‘cattivi maestri’ magari nascondono connivenze con interessi inconfessabili; insomma c’è qualcuno che non vuole che i giovani sappiano la verità, ovvero che la droga uccide. Punto»

Dica la verità: se l’è mai fatta una canna da giovanissima? 

«Assolutamente no; tra l’altro non ne ho avuto nemmeno l’occasione e comunque non l’avrei fatto. Non avrei difficoltà ad ammetterlo: se mi fossi fatta una canna direi purtroppo sono stata una imbecille ma non lo posso dire perché non l’ho mai fatto»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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