Bordertown, arriva in Italia il cartoon sull'immigrazione che stronca Trump - VIDEO

04 maggio 2016 ore 21:27, Americo Mascarucci
Dopo i Griffin, American Dad e The Cleveland Show è il momento di Bordertown, un altro cartoon politicamente scorretto che arriva nel nostro Paese dopo il successo statunitense. Da stasera su Fox Animation infatti faranno capolino nuovi personaggi che, com'è stato con i loro predecessori, ci daranno una versione nuova e cruda sul tema del razzismo e soprattutto sull'immigrazione.

Il cartone è ambientato nell'immaginaria Mexifornia, alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, dove un cannone a stelle e strisce "ri-spara" i clandestini al di là del confine. Bordertown racconta appunto la storia di due famiglie che vivono in  una fittizia città del Texas situata al confine tra i due stati. I due personaggi principali sono Bud Buckwald, un agente di frontiera poco incline ad accettare i cambiamenti culturali in atto negli Stati Uniti, e il suo vicino di casa Ernesto Gonzalez, un immigrato padre di famiglia ambizioso, felice di vivere con la sua famiglia negli Usa. A differenza di Bud, però, Ernesto è una persona solare, ottimista e che ha avuto la possibilità in America di fare carriera. Bud, ovviamente, non sopporta l'uomo, e quando scopre che la figlia Becky ha intenzione di sposare J.C., nipote di Ernesto da poco laureatosi e dalle idee progressiste, fa di tutto per impedirglielo, sostenuto dall'approvazione di una legge anti-immigrazione che rispedisce il giovane in Messico.

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Il cartoon segue così le vicende di Buck, di sua moglie Janice e dei loro figli, Becky, il 24enne ribelle Sanford e Gert, partecipante ad alcuni concorsi di bellezza; ma anche di Ernesto, Maria ed i loro figlii Pepito e Ruiz. Il tutto all'interno di una cittadina che deve affrontare anche il problema del cartello della droga, gestito dal pericoloso Pablo Barracuda.

Ironia e autoironia, battute sessiste e razziste, realtà e luoghi comuni, tutti ingredienti che mantengono la nuova serie cartoon in bilico tra realtà e esasperazione. E non è un caso che tutto questo arrivi proprio nei giorni più caldi della campagna elettorale che ormai vede contrapposti Hillary Clinton e Donald TrumpBordertown ha infatti lo scopo, come tutti gli altri prodotti di Seth MacFarlane (creatore anche di Ted e Ted 2), di aprire gli occhi di guarda. Una critica, neanche troppo velata, alla politica del taycoon americano che sta cercando di conquistare i 52 stati, un modo forse per far capire agli Stati Uniti che si sta andando a finire in uno Stato nazionalista e isolato dal resto del mondo.
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