L'anti-casta Trump mette una Cruz sui Repubblicani (disperatamente per Hillary)

04 maggio 2016 ore 17:01, Lucia Bigozzi
Alla fine, ne resteranno solo due. Per ora, i due in pole position sono Hillary Clinton e Donald Trump. Ieri è stato il giorno dell’addio alla corsa presidenziale per il senatore dell’area ultra-conservatrice del Texas Ted Cruz che abbandona nonostante finora si fosse proposto come l’anti-Trump. La decisione è arrivata dopo la battuta d’arresto alle primarie dell’Indiana dove Cruz si è fermato al 36,9 per cento surclassato da Trump che ha ottenuto il 52,8 per cento dei consensi. 

E ora? Di fatto, il magnate di News York che tutti, compresi i repubblicani, hanno tentato di fermare e comunque osteggiato fin dall’inizio, adesso ha davanti a sé la strada in discesa verso la nomination. Se la giocherà tutta con il governatore moderato dell'Ohio John Kasich, che nonostante il 7,7 per cento racimolato nelle urne, non vuole mollare la corsa elettorale. Ma le sorprese non mancano nemmeno nel campo democratico: qui Bernie Sanders si è imposto dopo un lungo testa a testa su Hillary Clinton con il 53,2 per cento dei consensi, contro il 46,8 conseguito dalla ex first lady. In questo caso, anche i sondaggi che prevedevano il quadro opposto, sono stati messi a tacere dall’esito delle urne. Certamente, in queste ore oltreoceano è il ritiro del senatore Cruz a tenere banco nel dibattito politico. A questo si aggiungono pronostici e proiezioni su quella che per il momento e salvo eventuali colpi di scena, si prospetta come la corsa finale a due tra la Clinton e Trump. Secondo un sondaggio della Cnn la Clinton è in vantaggio di 13 punti sul tyconn newyorchese: 54% contro il 41%. Anche qui non mancano le sorprese tra le indicazioni degli americani perché il 50% del campione intervistato considera Trump più adatto della Clinton a occuparsi della situazione economica degli States. 

“Sembra che la strada si sia chiusa. Abbiamo dato tutto quello che avevamo, ma gli elettori hanno scelto un'altra strada e quindi con il cuore pesante ma con sconfinato ottimismo per il futuro a lungo termine della nostra nazione, sospendiamo la nostra campagna” è stato il commento amaro del senatore Cruz. Insomma, il tanto osteggiato Donald Trump sta cavalcando le “praterie” repubblicane anche se secondo molti rumors interni, pare che il suo progetto non sia proprio digerito dal partito repubblicano che potrebbe arrivare anche al punto di non sostenerlo nella sfida finale per la nomination. 

autore / Lucia Bigozzi
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