Esenzione visti per la Turchia, scontro su proposta Ue: Ankara garantisce ma non troppo

04 maggio 2016 ore 19:39, Americo Mascarucci
Sull'esenzione dei visti per i cittadini turchi in Europa c’è divisione all'interno dell’Unione Europea.
La misura prevista dagli accordi  sull'immigrazione sottoscritti da Bruxelles ed Ankara  che prevedono una serie di concessioni alla Turchia da parte della UE  in cambio della riammissione di tutti i migranti arrivati in Grecia dopo il 20 marzo, tra cui i profughi siriani, trova freddi diversi Paesi membri. 
La proposta della Commissione dovrà essere approvata dal Consiglio europeo e dal parlamento europeo entro la fine di giugno. 
In cambio della liberalizzazione dei visti, la Turchia, a sua volta s’impegna a soddisfare 72 condizioni. Cinque di queste condizioni sono ancora in discussione: quella legata alla lotta alla corruzione, la riforma delle condanne penali, un accordo con l’ufficio di polizia Europol, la protezione dei dati, le leggi antiterrorismo. 
"La Turchia ha fatto progressi impressionanti ma c’è ancora lavoro da fare con urgenza”, ammette il vicepresidente della Commissione euoropea, Frans Timmermans - se la Turchia continua ad impegnarsi potrà soddisfare i criteri rimanenti e per questo la Commissione ha deciso di procedere con la proposta". 

Esenzione visti per la Turchia, scontro su proposta Ue: Ankara garantisce ma non troppo
Tra i sette criteri che Ankara ancora non rispetta, su cinque si potrebbe arrivare a mettersi in regola entro la fine di giugno. C'è possibilità per ciò che concerne l'allineamento agli standard del Consiglio d'Europa nella lotta contro la corruzione, e con le norme Ue per quanto riguarda l'indipendenza e il mandato dell'Agenzia per la protezione dei dati personali. C'è poi la necessità di una legislazione più efficace contro il terrorismo che consenta soprattutto di distinguere il contrasto al terrorismo con la repressione del dissenso politico.
La Commissione chiede comunque un'approvazione accelerata delle proposte legislative necessarie per soddisfare gli ultimi due requisiti, che sono l'aggiornamento dei passaporti biometrici esistenti, in modo da includere funzioni di sicurezza in linea con le norme Ue, e "la piena attuazione" delle disposizioni dell'accordo di riammissione Ue-Turchia, tra cui quelli relativi alla riammissione di cittadini di paesi terzi. "Questo non e' possibile, semplicemente perche' queste disposizioni entreranno in vigore solo a partire dall'1 giugno", ha ricordato l'esecutivo comunitario. 
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