L’Europa come gli Usa vogliono un’Italia instabile. E strizzano l'occhio a Grillo

04 marzo 2013 ore 17:05, Marta Moriconi
L’Europa come gli Usa vogliono un’Italia instabile. E strizzano l'occhio a Grillo
Aveva dichiarato Gasparri: «Monti piace all’Europa ma non piace agli italiani». E Grillo? Non è da meno. Sembrerebbe  rimasto solo un clown, Berlusconi.  Grillo è salito di grado agli occhi della Germania. Leggere per credere. «Spero che Grillo appoggi un governo che aiuti a risolvere i problemi del Paese» così Martin Schulz, presidente dell'Europarlamento intervistato dall’Agenzia televisiva ‘Vista’. Ma non solo, ha proseguito chiedendogli di portare un’agenda e affermando: «Penso che il partito di Beppe Grillo debba decidere se abbiano preso i voti per rimanere spettatori o se abbiano preso un mandato da parte degli elettori affinché il partito contribuisca attivamente a risolvere i problemi del Paese». Non sembra proprio lo Schulz di qualche tempo fa, quando in visita a Bologna, in risposta alla provocazione di Grillo sul cappio al collo che rappresenterebbe l’euro per l’Italia, rispose netto: «Per me si tratta solo di ciarlataneria. Grillo è un fenomeno di protesta, ma non rappresenta una cultura democratica». Le ultime parole famose. Grillo è in parlamento. E alla faccia della coerenza tedesca, che ora sembra trattarlo con tutt’altro stile. E come mai questo improvviso cambiamento di opinione? Il sospetto è che in questa fase anti-Europa e quindi anti-Germania (il risultato elettorale ne è un chiaro esempio), faccia comodo un Grillo destabilizzatore in Parlamento. A prendere le parti del leader del M5S si può annoverare anche il New York Times che in un articolo ha definito Beppe  il “pungolo” della politica italiana. Per il quotidiano americano “Bebbe Grillo ora ha nelle sue mani il destino dell’Italia e, in certa misura, dell’intera Europa”. E se vedessero Grillo come garante, in fondo, della continuità di Monti premier in Parlamento in questa fase difficile? Allora lo si potrebbe, diciamo e scriviamo così, digerire. E mentre l’ex comico continua a sostenere che per lui sarebbe inammissibile garantire la stabilità di un qualsiasi governo italiano fatto dai vecchi partiti, l’Europa sembra strizzargli l’occhio. Altra ipotesi possibile: e se ripartisse la speculazione chi ci guadagnerebbe? Non certo l’Italia. Nell’instabilità governano i poteri forti. E a trovarlo senza alcun dubbio né titubanza "entusiasmante" è Jim O'Neill, il presidente di Goldman Sachs. Ossia l’America, alla quale un simil Di Pietro in vesti istrioniche piace. Eccome se piace. Tranne l’Italia, tutti gli altri Paesi sembrano gradire questo gioco sul filo dell’instabilità. Grillo permettendo a questo punto.
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