Una Granata su Fini

04 marzo 2013 ore 17:13, Francesca Siciliano
Una Granata su Fini
Quoque tu, Granata, fili mi. È quanto avrà pensato Gianfranco Fini leggendo l'invocazione di Fabio Granata circa l'azzeramento dei vertici del partito (o di quel che ne rimane). Presidente compreso. Non ha fatto sconti a nessuno l'esponente siciliano di Fli (per molti più organico a Di Pietro che a Monti). Non gli sta bene Fli, chiede il congresso e la riformulazione delle cariche. E ha affidato le sue parole di fuoco alla bacheca di Facebook. «Io non avevo bisogno che qualcuno mi spiegasse dove e perché un progetto innovativo e coraggioso rischiava di arenarsi e a causa di chi e di quali scelte e alleanze e deleghe in bianco, sia sul gruppo parlamentare che nel partito». Poi ha parlato delle alleanze nelle elezioni siciliane dello scorso ottobre: «Ho evitato strappi nonostante non condividessi nulla di tattiche e strategie...il mio era semplice rispetto verso un Uomo (Fini, ndr) che aveva indicato una strada coraggiosa alla destra italiana, rompendo con un potere corrotto e criminale». Prima carezze, poi pugni. Continua, infatti, parlando del probabile vertice di “partito” che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni: «In settimana avrò il dovere finale e il senso del rispetto di ascoltare cosa Fini vorrà dirci». E qui attacca: «Il minuto dopo una fase si sarà chiusa e non esisteranno gerarchie pregresse né rendite di posizione... da lì il Viaggio ripartirà: stavolta sapendo che "non esiste Vento favorevole per chi non sa dove vuole andare” E sopratutto con chi...». Altrimenti tana libera tutti. E dove approderà il buon Granata, dal momento che anche l'Italia dei Valori (e annesso leader) sembrano essersi dissolti come neve al sole?
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