Caso Battisti, Chiesa: "Giusta l'estradizione, ma capisco il Brasile: non si fida dell'Occidente"

04 marzo 2015, Adriano Scianca
Caso Battisti, Chiesa: 'Giusta l'estradizione, ma capisco il Brasile: non si fida dell'Occidente'
"Battisti? L'estradizione sarebbe una restituzione della giustizia alle vittime delle sue azioni". Parola di Giulietto Chiesa, che a differenza di altri intelletuali che provengono da sinistra non sembra avere fascinazione di sorta nei confronti dell'ex terrorista rifugiatosi in Brasile. Ma Chiesa avverte: "Paesi come Brasile o India hanno subito i torti da parte dell'Occidente e oggi se ne ricordano. Vedi il caso marò...". Chiesa, che idea si è fatto del caso Battisti? «Mi sono fatto un'idea abbastanza critica rispetto alla figura di Battisti e delle autorità brasiliane. Battisti ha responsabilità penali molto gravi. Se i brasiliani ci hanno ripensato e lo vogliono estradare mi sembra un fatto giusto, è una restituzione della giustizia alle vittime delle sue azioni. Non ci vedo nessuna motivazione persecutoria». Tutto nasce, all'origine, dalla dottrina Mitterrand. Lei come la giudica? «Con molto scetticismo, perché taglia a uno Stato la possibilità di difendersi. Anche gli Stati, intesi come collettività, hanno dei diritti. Ovviamente Mitterrand era un democratico, la sua intenzione era quella di tutelare le persone perseguitate per le loro opinioni da Stati repressivi. Ma usare questo per dare rifugio a chi, come Battisti, ha commesso dei delitti non mi sembra corretto. D'altra parte c'è un discorso più ampio di cui tener conto». Quale?   «Ormai il Terzo mondo rifiuta di accettare a scatola chiusa le leggi dei paesi ricchi. Questi paesi hanno subito i torti da parte dell'Occidente e oggi se ne ricordano. Suggerisco la lettura de Il mondo e l'Occidente, di Arnold Toynbee, in cui si spiega appunto che l'Occidente ha sempre invaso gli altri e spesso ha vinto, mentre oggi deve fronteggiare quei paesi che si ricordano di essere stati calpestati. Quindi in qualche modo capisco il Brasile, così come capisco l'India sul caso dei marò». Qual è la sua opinione su quella vicenda? «Credo che i veri responsabili siano quelli che hanno inizialmente messo i marò su quella nave. È stata una decisione mal presa e mal concepita, è stato dato loro un compito che non erano in grado di svolgere e che infatti hanno svolto male. Per me bisognava chiedere scusa sin dall'inizio. Non si poteva pretendere che il governo indiano accettasse ancora una volta la supremazia dell'Occidente».
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