Caso Battisti, Vattimo: "Coccolato dai ricchi porta sfiga. A destra “animali”, a sinistra compagni che sbagliano"

04 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Caso Battisti, Vattimo: 'Coccolato dai ricchi porta sfiga. A destra “animali”, a sinistra compagni che sbagliano'
“Battisti non mi piace tanto perché si è fatto coccolare dai radical chic che alla fine gli hanno anche portato sfiga”. Scorre sul filo dell’ironia l’analisi di Gianni Vattimo, filosofo, sul caso Battisti. Nella conversazione con Intelligonews non risparmia stoccate a una certa sinistra salottiera… Cosa c’è dietro la decisione del Brasile di revocare il visto a Battisti pur confermandone lo status di rifugiato politico? «Francamente me lo sono chiesto anch’io ma non ho una risposta. Che bisogno aveva il Brasile di correggere una sua prospettiva? Probabilmente questa situazione non nasce dal niente ma da qualche richiesta. Non credo che il ministro della Giustizia del Brasile si svegli la mattina e decida di revocare il visto a Battisti. Tuttavia non credo che dietro a tutto ciò ci sia molto più che una questione di relazioni tra magistrature. Non ho mai seguito tanto appassionatamente il caso Battisti che peraltro non mi è tanto simpatico. La considero una vicenda marginale e non ne vedo una connessione con la politica generale del Brasile rispetto ad altri Paesi del mondo. Cosa vogliamo dire che Dilma ha bisogno di mostrarsi di più donna di ordine di quanto normalmente non sia? Forse essendo un Paese in forte sviluppo economico dove è diventato caro andare, il Brasile dovrebbe sentirsi più legato all’Occidente ma francamente su questo non ho un’ipotesi verosimile». Resta il fatto che il caso Battisti si è riaperto e in Italia sta suscitando molte polemiche. Lei come lo valuta? «E’ una vicenda che fa comodo sia alla sinistra che a quelli di destra. Questi ultimi diranno che bisogna punire duramente chi ha avuto a che fare con la contestazione e la lotta armata, mentre quelli di sinistra diranno che si tratta dell’ennesimo atto persecutorio». Qual è la sua idea? «Battisti perseguitato? Non lo so. Ritengo che bisognerebbe muoversi con i piedi di piombo e applicare fino all’ultima virgola le norme. L’estradizione a Battisti è stata negata forse perché in Italia rischiava le conseguenze di un processo che mi pare abbia molto aspetti controversi». Quali sono, se ce ne sono, le differenze tra terrorismo di matrice comunista e quello “nero”? «Io ho una certa preferenza per l’ideologia di sinistra che molti di quelli che poi hanno fatto la lotta armata hanno praticato in modo aberrante. Quelli di destra sono “animali” e quelli di sinistra compagni che sbagliano, non mi scandalizzo per questo. Quanto a Battisti non mi piace tanto: tutta la storia della fuga anche se al suo posto avrei fatto lo stesso e del resto lo ha fatto pure Toni Negri. Insomma, non mi piace tanto perché  mi sembra troppo coccolato dai ricchi che guardano a lui con simpatia perché magari avrebbero voluto fare come lui ma oggi fanno i radical chic». A proposito di radical chic: ricorrendo a una battuta, non è che certi radical chic che lungo tempo hanno “tifato” per lui alla fine non gli hanno portato bene? «Secondo me gli hanno portato sfiga, compresa la battaglia della signora Carla Bruni. Ognuno deve fare la sua parte; Battisti non si faccia "coccolare" troppo dalla Bruni e resti sulle idee per le quali è convinto di cambiare il mondo». In base alla decisione della giustizia brasiliana, Battisti deve lasciare il Paese. Dove andrà secondo lei? E soprattutto chi lo accoglierà? «Se fossi in lui avrei già preparato un elenco dei Paesi che non hanno l’estradizione. Messico? Venezuela? Io, ad esempio, sono un amante del Venezuela ma non sono convinto che sarebbe un bene ospitarlo perché questo potrebbe contribuire all’immagine negativa che il mondo ha di quel Paese». Scusi, ma perché invece di andare a cercare un altro Paese non rientra in Italia a scontare la sua pena o a chiedere la revisione del processo, come fanno tutti i cittadini? «Potrebbe essere giusto ma se uno è convinto di non aver avuto in Italia un processo giusto ed equo perché dovrebbe tonare? Come cittadino al quale lei rivolge queste domande dico che vanno applicate le leggi fino all’ultima riga. Se Battisti non vuole tornare che se ne stia da un’altra parte; se la magistratura italiana trova un modo per andarselo a riprendere che lo faccia». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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